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Mobilità sostenibile: teniamo d’occhio le università della Sicilia

Mobilità sostenibile: teniamo d'occhio le università della Sicilia

Le ricerche che vertono intorno al grande tema della sostenibilità sono appassionanti. Mi affascinano per la loro complessità, perché si concentrano non solo sulle prestazioni ma anche sui contesti nei quali un progetto si colloca, affrontando una quantità di problematiche – risparmio energetico, utilizzo di materiali ad alte prestazioni ma anche ecocompatibili e a basso costo, valutazione degli impatti ambientali, solo per citarne alcuni – che erano sconosciuti ai ricercatori di qualche decennio fa.
La settimana scorsa ho dedicato un post a Palermo, visitata in occasione di un incontro organizzato da Missione Mobilità assieme a No Smog Mobility con gli studenti delle facoltà di ingegneria delle Università di Palermo, Catania e Messina sul tema della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile. Tre di loro ci hanno presentato dei progetti circa le applicazioni delle energie alternative ai nostri mezzi di locomozione che ben illustrano la complessità della sfida. I tre lavori degli studenti siciliani mi sono piaciuti perché hanno proposto soluzioni realizzabili, concrete e… comprensibili a tutti!
Fabio Ricco Galluzzo dell’Università degli studi di Palermo ha presentato Ecolapa, concept di un risciò a tre ruote, a pedalata elettricamente assistita, alimentato da pannelli fotovoltaici.

Oltre al conducente, può ospitare sul sedile posteriore fino a due passeggeri. Il motore elettrico è installato sulla ruota anteriore, il sistema di accumulo di energia è costituito da due pacchi, ognuno di tre batterie ermetiche mentre il pannello fotovoltaico è installato sul tetto dell’Ecolapa. L’autonomia varia dai 16 ai 20,5 km, percorribili in 90 minuti con un solo pacco di batterie. Come tutti i veicoli che soddisfano i requisiti relativi alla pedalata assistita, l’Ecolapa non necessita di omologazione. Il suo utilizzo ideale, secondo i ricercatori dell’università di Palermo, è quello turistico: potrebbe essere un mezzo simpatico e innovativo per scorrazzare i turisti nei luoghi più rappresentativi del centro o, perché no, per portarli alla spiaggia di Mondello. Un’ultima nota di colore: Lapa è il termine utilizzato a Palermo per indicare l’Ape, il tre ruote della Piaggio: da qui Ecolapa :-).

Dalle tre alle quattro ruote, dall’università di Palermo a quella di Catania:  ecco il prototipo Archimede, un’auto elettrica alimentata esclusivamente ad energia solare. La Solar car è realizzata in partnership con l’associazione ”Futuro Solare”  di Siracusa,  una onlus con la missione di progettare  e realizzare mezzi di trasporto per i quali le uniche energie impiegate siano quella umana integrata a quelle fotovoltaica e solare. Altro aspetto distintivo: per la ricerca e lo sviluppo dei mezzi Futuro Solare utilizza materiali comuni a costi ragionevoli. Progetti sostenibili e innovativi a prezzi low cost, insomma.

prog_archimede

La Solar car è un veicolo elettrico alimentato completamente da energia solare diretta. Le celle contenute nei pannelli solari, che ricoprono la parte superiore del veicolo, convertono l’energia del sole in energia elettrica. Questa, attraverso un sistema hardware,  ricarica  un pacco batterie  che permette  l’alimentazione del motore.Va da sè che la la struttura portante del mezzo (carrozzeria?) deve essere estremamente leggera per contenere i consumi ma anche resistente. Il materiale ideale sarebbe stato il carbonio: troppo costoso, però. Così i ricercatori di Futuro Solare hanno trovato un’ingegnosa soluzione intermedia, ovvero l’utilizzo di un ”sandwich” di alveolare di allumino con una copertura di kevlar. E non è finita qui: la Solar Car del progetto Archimede prenderà parte in febbraio del prossimo anno al World Solar Challenge, la più dura gara per veicoli ad energia solare che prevede l’attraversamento dell’Australia, 3mila km da Adelaide a Darwin.

Infine il progetto degli studenti dell’Università di Messina presentato da Roberto Siclari, lo studio e l’ottimizzazione di un kit di ibridazione energetica finalizzata all’ottimizzazione energetico-economica di city car o piccole utilitarie messo a punto su un modello in scala 1:5 di una Ferrari Modena.

In estrema sintesi sono stati applicati alla vettura alimentata a benzina, un motore elettrico, un generatore, il pacco batterie e la centralina. I due motori hanno poi dialogato attraverso una centralina. Lo studio ha calcolato risparmi e vantaggi relativi alle velocità di percorrenza, evidenziando non solo i pregi ma anche i limiti di questi sistemi che hanno ancora margini di miglioramento alle velocità superiori ai 50 km orari.
La ricerca quindi è è avviatissima. La Sicilia, e gli studenti delle sue università ce l’hanno dimostrato, è in prima linea.

 

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