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La Rockcouture di Enrico Mazza

La Rockcouture di Enrico Mazza

I mitici party dei Rothschild negli anni’70 e le notti dello Studio 54 di New York, surrealismo e decadenza, romanticismo e sensualità, sartorialità e stravaganza: la moda di Enrico Mazza è Rockcouture, eclettica e spumeggiante come una coppa di champagne. Una moda per una donna audace e sensuale che non teme di varcare i limiti della trasgressione, che può andare a un concerto punk come alla Scala. Una donna che ha irrimediabilmente sedotto il suo creatore: Enrico Mazza è innamorato delle donne che veste.
Ho conosciuto lo stilista nel corso della settimana della Moda a Milano, durante la presentazione di White dove Mazza ha ricevuto il Premio Ramponi riservato ai nuovi volti della creatività. Mi ha subito colpito per un’evidente distanza di stile dai cliché del fashion system e per i riferimenti estetici e culturali della sua collezione: il mitico Ballo Surrealista organizzato da Marie-Helen de Rothschild allo Château de Ferrières nel 1972 (che ispirerà  poi Stanley Kubrik per Wide Eyes Shut) e al quale intervenirono personaggi come Audrey Hepburn e Salvator Dalì.  E poi l’altra follia dello Studio 54, le notti senza fine animate da Bianca e Mick Jagger, David Bowie, Andy Warhol.

La Rockcouture di Enrico Mazza
Dopo qualche giorno, ci siamo dati appuntamento nell’elegante showroom in via della Spiga, in piena Fashion Week per una chiacchierata che si è protratta ben oltre il tempo concordato.
“Sì, in effetti non sono influenzato e non sono stardardizzato dal fashion system – ammette lo stilista  – non per una presa di posizione ma semplicemente per la mia formazione che è maturata in altri ambiti”.
Torinese, poco più che quarantenne, noto degustatore e selezionatore di champagne oltre che docente sommelier, Enrico Mazza ha lasciato due anni fa l’impresa di famiglia, leader nella lavorazione del marmo destinato ad opere di alto design, per seguire la passione per la moda, coltivata fin da ragazzo quando, durante gli anni del liceo e poi degli studi allo IED di Torino, disegnava scarpe da donna.
Una decisione ponderata e anche sofferta che però, una volta presa, lo ha portato rapidamente alla creazione del brand che porta il suo nome, alla ideazione di una collezione che, sebbene alla seconda stagione, ha maturato un’identità e uno stile distintivi, a un progetto imprenditoriale ambizioso, di dimensioni internazionali, che insieme a quello di Milano contempla uno showroom a Dusseldorf con la concreta prospettiva di affermazione nel mercati tedesco e russo.

La Rockcouture di Enrico Mazza
“Sono creativo ma ho anche i piedi per terra e un’avventura come questa, intrapresa a quarant’anni, non deve lasciare niente al caso. Mi sono buttato a corpo morto in questa nuova iniziativa, rispondendo a una necessità ineludibile: quella di esprimere, dopo anni a contatto con la creatività nel campo del design e dell’architettura, una mia idea di bellezza“.
Una visione che rappresenta la sintesi di un percorso professionale ma anche culturale ed emozionale, che si concretizza intorno a uno stile glamour, espresso con la proposta di capi molto materici e di texture realizzate in esclusiva.

La Rockcouture di Enrico Mazza
“La sensualità della mia collezione si esprime anche con il piacere del contatto con le leggerezza della seta, l’organza e il tulle plissettato, al bellissimo filcoupé disegnato per noi da artigiani italiani – si entusiasma Mazza mentre mi mostra una giacca cipria in pelle e seta con borchie sulle spalle -. La nostra produzione è totalmente Made in Italy: la confezione di tessuti e pelle viene fatta in Toscana, quella di tessuti più leggeri nel distretto di Carpi e Modena, la jeanseria a Napoli, i ricami più al nord e nel centro Italia. Abbiamo ricercato l’eccellenza zona per zona”.

La collezione SS2018 è declinata in una palette dominata dalle tonalità del bianco e nero, dell’oro, del rosa e del color sabbia. Elementi stilistici distintivi sono il piercing – simbolo iconico della trasgressione – ricorrente nelle abbottonature a forma di gemelli e negli anelli tirapzip e la bocca – altro riferimento alla cultura rock – emblema di femminilità, trasferita nelle t-shirt, nella fodere interne dei capi spalla, su alcuni abiti e jeans.

La Rockcouture di Enrico Mazza
Grandi protagoniste le spalle e i pantaloni a vita alta: “Le spalle slanciano verso il cielo e mi piace enfatizzarle con borchie come nei ranghi militari. Mi affascina la sfida di rendere una donna sensualissima non spogliandola ma coprendola: da qui i pantaloni fascianti, i bustier che esaltano la linea del corpo”.

La Rockcouture di Enrico Mazza
Ma chi è la destinataria dalla Rockcouture di Enrico Mazza? “Una persona che vuole apparire ma anche essere, che lavora ma che sa creare le occasioni e le condizioni speciali per indossare i miei abiti. Mi ispira l’immagine di una donna che si alza da una scalinata e va a un party come quello dei Rothschild in un clima di libertà totale, dove non esistevano vincoli e l’unica richiesta era quella di avere classe. È per lei la mia Rockcouture”.

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