Moda e Shopping

La moda di Giuseppe Buccinnà, ingegnere visionario

Giuseppe Buccinnà

La moda di Giuseppe Buccinnà è sfidante. Perché vive di concetti, sogni, utopie. Come quella di creare una giacca ispirata dalle strutture ingegneristiche di Sergio Musmeci e Pier Luigi Nervi e dalle ballerine del pittore Edgar Degas. Una moda che sfugge a facili definizioni e che per questo può anche risultare spiazzante. Del resto il suo ideatore è un designer assolutamente fuori dagli schemi.
Giuseppe Buccinnà infatti è un ingegnere civile da sempre affascinato dalla logica dei numeri e dallo studio delle geometrie ma che, insieme agli studi per la matematica, ha coltivato un grande amore per la musica oltre agli interessi per l’arte e la filosofia. Passioni – o meglio ossessioni, come le definisce lui – che intervengono nella realizzazione delle sue collezioni almeno quanto le nozioni di modellistica apprese all’istituto Secoli frequentato dopo la laurea al Politecnico: “Non ho mai preso in considerazione l’idea di un corso di moda. Non volevo che i gusti e le convinzioni estetiche maturate nel mio percorso di formazione culturale e personale fossero annacquate da influenze esterne. Desideravo apprendere semplicemente degli strumenti, quindi ho frequentato una scuola di modellistica seria per un anno di corso intensivo. Non è stato facile perché mi mancava del tutto la pratica sartoriale. Arrancavo e lavoravo giorno e notte per stare dietro ai bravissimi compagni di corso coreani e cinesi ma questa difficoltà è stata un grande stimolo e alla fine ce l’ho fatta”.

Buccinnà del resto è uno abituato alla lotta. Di origini calabresi, è cresciuto negli anni ’90 a Luino, paesino a pochi chilometri dalla Svizzera, un ambiente fortemente provinciale, dove bastava parlare con un’inflessione del sud per essere emarginato. “Ero circondato da una conformità assoluta ma dovevo decidere come integrarmi in quella comunità e soprattutto come emergere per affermare la mia individualità. Ci sono riuscito attraverso i risultati scolastici e il calcio, un’altra delle mie grandi passioni: ho giocato tantissimo da ragazzo e ho continuato a farlo nei weekend quando studiavo all’università”.

Giuseppe Buccinnà

Christina Moser nella campagna FW 2016

Mentre studiava, oltre a giocare a calcio Buccinnà lavorava negli store di Antonioli, prima a Lugano e poi a Milano. Un contesto stimolante che lo ha portato a decidere di incanalare la sua creatività e la sua ricerca estetica nella moda.
Buccinnà ha creato il suo brand due anni fa ed è alla sua quarta collezione. La prima ha avuto come testimonial Christina Moser, la carismatica cantante dei Krisma, un’icona della musica new wave degli anni’80 e sua amica. Buccinnà è cresciuto nel mito di quegli anni e anche delle decadi precedenti: la musica dei Pink Floyd ma anche di Franco Battiato (“un maestro, anzi, Il Maestro”),  il teatro di Carmelo Bene, il cinema di Fellini e di Pierpaolo Pasolini, le letture controverse di Celine… niente che lo apparenti ai gusti della generazione degli under 30 a cui appartiene.

Anche per questo la sua moda, così concettuale è senza tempo. Capi dalle forme geometriche, con soluzioni asimmetriche, realizzati prevalentemente con tessuti e fibre naturali. La palette di colori, oltre al bianco e il nero (“irrinunciabili: sono la vita e la morte”) è definita dall’influenza artistica da cui trae ogni volta ispirazione: il giallo e il verde dei quadri di Degas per la SS 2018, il rosso e il ruggine dei lavori di Alberto Burri e Nicola Samorì per l’attuale collezione FW 2017.

Per vestire il corpo delle donne, verso le quali afferma di sentire una venerazione estetica, usa l’arte e la geometria “Come i pittori hanno le loro muse, anch’io ho cercato forme analoghe d’ispirazione: Christina Moser, Tilda Swinton, Patty Smith nella sua collaborazione con Ann Demeuleemester che, con la scuola di Anversa, è tra i miei punti di riferimento stilistici – si racconta -. Ma anche la giovane, bellissima Elisa Sednaoui, che ho conosciuto in occasione di un evento cinematografico: la ammiro anche per l’impegno nella sua fondazione in favore di progetti creativi per bambini”.
Per loro Giuseppe Buccinnà crea abiti che non vestono corpi ma personalità e idee. Non è una moda facile e non vuole esserlo: “Non intendo piacere perché sono rassicurante. Tutte le scelte della mia vita sono state fatte andando contro il contesto che mi stava intorno. Imporsi con il proprio gusto richiede un percorso lungo ma, se si riesce a rimanere fedeli a se stessi, si riesce a segnare una storia che non viene cancellata. C’è un messaggio forte dietro a quello che faccio: devo solo trovare il mio tempo”.

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1 Commento

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    Paola
    11 novembre 2017 at 23:59

    Uno stile davvero particolare e molto attraente

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