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La mostra: Revolution, musica e ribelli 1966-1970

Revolution, musica e ribelli 1966-1970

Sono andata alla Fabbrica del Vapore di Milano con la curiosità di vedere cosa fosse la mostra intitolata Revolution, Musica e ribelli 1966-1970 e mi sono trovata in un viaggio nel tempo, quattro anni nei quali il mondo è stato travolto da un’energia che lo ha cambiato per sempre. Un’onda che dai marciapiedi di Carnaby Street a Londra si è diffusa nella aule universitarie del maggio francese, alle comuni in tutta l’America, ai festival di Woodstock e dell’Isola di Wight, alle marce di protesta contro la guerra del Vietnam e l’apartheid.1826 giorni formidabili, quando essere giovani significava anche essere animati da un idealismo ottimista e dalla convinzione che bastasse fare fronte comune per sovvertire le strutture di potere in ogni sfera della società.
La mostra coglie il periodo migliore di quella rivoluzione o, meglio, di quell’idea di rivoluzione: la sua fase nascente, quando la disillusione degli anni ’70, le derive violente, la diffusione delle droghe pesanti che falciarono tante giovani vite erano ancora lontane.

Revolution, musica e ribelli 1966-1970
Se volete sapere chi siamo oggi e come lo siamo diventati, fate come me: infilate le cuffie dell’audioguida compresa nel biglietto e lasciatevi condurre dalla colonna sonora degli 80 brani che dai Beatles vi porteranno al megaconcerto di Woodstock in un percorso emozionale lungo contesti e ambienti ricostruiti attraverso la selezione di oltre 500 oggetti-testimonianze dell’epoca.

 Revolution, musica e ribelli 1966-1970
Libri, manifesti, magnifiche copertine di dischi, abiti, uniformi, oggetti di design, manoscritti di pezzi mitici come Lucy in the Sky di John Lennon o l’abito indossato per Sergent Pepper, spezzoni di video presi dai concerti delle rock e pop star: un mondo che ci appare a tratti vicinissimo e a tratti perso per sempre, soprattutto nella materialità rappresentata dalle copertine degli album e dai dischi in vinile che ci raccontano la fruizione e la percezione della musica prima dell’era digitale.

 Revolution, musica e ribelli 1966-1970
La mostra, già esposta al Victoria and Albert Museum di Londra e  in programma fino al 4 aprile, è promossa e coprodotta da Comune di Milano-Cultura, Fabbrica del Vapore e Avatar – Gruppo MondoMostreSkira, in collaborazione con il museo londinese. La curatela è di  Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum, insieme con Fran Tomasi (il promoter italiano che portò in Italia i Pink Floyd), la giornalista Clara Tosi Pamphili e il critico musicale Alberto Tonti.

 Revolution, musica e ribelli 1966-1970
Il progetto espositivo propone quindi al visitatore un’esplorazione di tutti  gli ambiti in cui le rivoluzioni di quegli anni ebbero luogo: la moda, la musica, le droghe, i locali e la controcultura, i diritti umani e le proteste di strada, il  consumismo, i festival, le comunità alternative.

Un percorso affascinante e molto documentato che si conclude idealmente al festival di Woodstock, divenuto poi il simbolo della controcultura e del pensiero politico e filosofico degli anni ’60. Ci si accomoda così in una sala allestita con un prato e dei cuscini per vedere ed ascoltare su un maxischermo Janis Joplin, gli Who, Joe Cocker, Jimi Hendrix e gli altri artisti che si esibirono nel più famoso concerto del secolo.

 Revolution, musica e ribelli 1966-1970
Insieme a loro scorrono anche le facce, i visi, i corpi di tutti i giovani accorsi a quello straordinario appuntamento con la musica e la storia.  Inevitabile, rivedendo quelle immagini così lontane, pensare che gli artisti sono quasi tutti morti, alcuni di loro molto male e domandarsi che fine avranno fatto quelle ragazze, quei ragazzi che esprimevano tanta purezza, gioia di vivere, di amare. Certo, ormai, sono tutti dei vecchi. Però, insieme alla malinconia, come non provare invidia per la grande fortuna di essere stati giovani in quegli anni, di sentirsi padroni del mondo e di volerlo rovesciare come un calzino? Che avventura avere sognato la Rivoluzione e pensare che fosse possibile…

 Revolution, musica e ribelli 1966-1970REVOLUTION
Musica e ribelli 1966-1970
Dai Beatles a Woodstock
2 dicembre 2017 – 4 aprile 2018
FABBRICA DEL VAPORE
Via Cesare Procaccini, 4 Milano
Orari Lunedì 15.00 – 20.00
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 – 20.00
Giovedì 10.00 – 22.00
Biglietti Intero: 16 euro

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1 Commento

  • Reply
    Paola
    10 gennaio 2018 at 15:24

    Grazie Paola, è in programma. Hai detto bene, mi sento una privilegiata perchè posso dire, io c’ero. Di più, nel 1968 avevo 14 anni, abbastanza grande per capire ed entusiasmarmi, abbastanza piccola per credere che davvero sarebbe stato possibile …

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