Storie

Emigrania, la vita di un rifugiato in immagini e parole

Emigrania

Voglio cominciare il 2019 parlandovi di Emigrania, un bel libro illustrato nato da una bella storia: la storia di Daniele Bonaiuti che (con la moglie Valentina) ha ospitato per sette mesi nella sua casa Moussa, un ragazzo della Costa d’Avorio, grazie a un programma di accoglienza destinato ai rifugiati.
Sette mesi di convivenza e vicinanza tra due giovani uomini quasi coetanei – Daniele ha 37 anni, Moussa 33 –  ma anche di ascolto, di apprendimento di fatti e accadimenti, di cause e ragioni. Sette mesi nei quali Daniele ha dato a Moussa tante informazioni pratiche ma si è fatto anche tante domande che non sempre hanno avuto una risposta: perché troppo grandi, perché coinvolgevano concetti come il destino, o il caso, che ne è la versione più beffarda.

Emigrania
Moussa
da piccolo giocava a calcio ad Abijian e si sentiva come Gattuso. Da ragazzo ha studiato l’arabo, è diventato imam, è stato commerciante di noci e imprenditore, è diventato ateo, ha visto il suo magazzino andare a fuoco tre volte e il suo paese minacciato dalla guerra civile dopo i bombardamenti dei francesi. Ha lasciato la Costa d’Avorio e dopo la traversata del deserto è arrivato in Libia dove contava di stabilirsi lavorando come carpentiere. Fuggito alla violenza dei guerrieri armati post Gheddafi, è approdato a Messina con una nave della Marina Italiana dopo un primo tratto su un gommone e, dopo tre mesi in un centro della Croce Rossa, è stato destinato al centro di accoglienza di Sesto San Giovanni dove è rimasto per tre anni, fino a febbraio del 2018.

Emigrania
La storia di Moussa è di quelle a lieto fine: nei mesi trascorsi a casa di Daniele e Valentina ha studiato per ottenere la patente, è stato assunto a tempo indeterminato nel ristorante di un albergo ed ha trovato anche un piccolo appartamento affittato presso una cooperativa dove è finalmente indipendente: un uomo che può fare progetti sulla sua vita, come tanti altri uomini della sua età, in Italia e nel mondo.
L’esperienza di accoglienza di Daniele, che è un creativo ed è abituato a dare visione ai suoi pensieri, ha ispirato a un altro giovane creativo, l’illustratore Alessandro Cripsta, l’idea di un racconto per immagini dove la storia di Moussa potesse assumere una dimensione universale, la narrazione di una condizione umana.
Ne ha parlato con Daniele e insieme hanno lavorato al progetto di un racconto a quattro mani con le illustrazioni di Alessandro – definite da orizzonti ampi e ombre lunghe, in uno stile astratto, quasi metafisico – e le parole di Daniele, brevi scritti in forma di frammento: ne è risultato un libro elegante, di grande impatto visivo che traduce l’esperienza della migrazione con un linguaggio poetico e una narrazione che diventa, a tratti, onirica.

Emigrania
Ho conosciuto Emigrania il giorno giusto, nel posto giusto, con la gente giusta: il 24 dicembre, per la tradizionale cena della vigilia di Natale a casa di Daniele e Valentina. Con loro, questa volta, anche Moussa che quella sera non era di turno al ristorante. Moussa si è inserito molto bene nella rete di amicizia dei suoi ospiti, parla un ottimo italiano, oltre al francese e all’arabo. Mentre Valentina metteva a punto gli ultimi preparativi per la cena, Daniele mi ha parlato del libro: “Emigrania è un gioco di parole, così come il sottotitolo I Fiori del Mare, che si riferisce alla raccolta di Baudelaire. L’abbiamo intitolato Emigrania perché l’emigrazione è un fenomeno che dà molto da pensare, perché le questioni sono complesse e non hanno soluzioni facili, se mai ne esistono. E’ un rompicapo, dove  si accavallano chiavi di lettura diverse e molto contrastanti”.
Come hai incontrato Moussa?
Tramite l’associazione Refugees Welcome Italia la quale offre assistenza a coloro che, ottenuto lo status di rifugiato o altra forma di protezione internazionale, sono in uscita dai centri di accoglienza e cercano un lavoro che li renda indipendenti ma prima ancora una forma di alloggio. Usciti dal centro si trovano scaraventati nel mondo reale di Milano, dove le camere in affitto costano 600 euro al mese. L’obiettivo del semestre era che riuscisse a rendersi indipendente, favorendo il suo ingresso in una rete di conoscenze che lo mettesse in contatto con eventuali opportunità, come il lavoro e l’iscrizione a una cooperativa di Novate Milanese dove ha potuto trovare un appartamento a un prezzo calmierato”.
Come vi siete trovati con lui?
“Molto bene, parlava italiano, al centro era stato anche mediatore culturale. Lui è stato fortunato ma anche noi lo siamo stati. È un’ottima persona. Non gli facciamo pesare il rapporto, lui è sempre stato molto sobrio, il nostro è stato un autentico scambio”.

Emigrania
Come è avvenuta la realizzazione del libro?
“L’idea è partita da Alessandro: voleva fare un progetto sul migrante e mi ha chiesto se fosse possibile fare due chiacchiere con Moussa. Ale ha uno stile molto astratto, viene da una scuola post espressionista, molto poco figurativa. Pensava a un racconto a frammenti, senza un inizio e una fine e mi ha chiesto di scrivere i testi. Avevamo già lavorato insieme per la mia agenzia e mi piaceva l’idea di fare qualcosa con lui che non fosse definito in una committenza professionale. Siamo partiti subito bene: lui mi ha mandato dei bozzetti ed io ci ho scritto sopra dei testi che gli sono subito piaciuti. Siamo andati avanti così, senza una trama precisa”.
Le illustrazioni di Cripsta sono molto suggestive, raccontano visi, occhi, farfalle, donne, deserti. I tuoi testi non sono didascalici ma costituiscono una seconda narrazione.
“Sì, ho cercato di dare parola ai pensieri: quelli di Moussa ma anche degli altri uomini e delle altre donne che sono parte di questa grande, complessa vicenda. I suoi giochi di bambino quando si immaginava come Gattuso, lo smarrimento di fronte alla grandezza del deserto, le considerazioni degli uomini armati che si sentono forti davanti ai deboli, lo sconcerto di quando ti accorgi che a casa tua eri un uomo con un’identità e sulla barca non sei più nessuno”.

Emigrania Moussa e Daniele Bonaiuti

Ti sei mai confrontato con lui?
“Il confronto è stato continuo, perché la mia posizione o la sua nel mondo è stata attribuita dal caso. Lui nel suo paese apparteneva a un’etnia guerriera: essere guerriero o schiavo dipende anche dal sistema in cui ti trovi e lui si è trovato in tanti contesti. La merda di guardia libica che ti controlla con un’arma in mano e in quel momento possiede la tua vita, è in una posizione assolutamente statica nello spazio e nel tempo: alla fine è un perdente, perché ubbidisce e ubbidirà per sempre a un capo tribù. Con Moussa ho vissuto un rapporto del tutto paritario nonostante l’evidente squilibrio iniziale. Ha solo 33 anni ma ha vissuto tante vite e il suo senso del tempo è diverso dal mio: pensa solo ai tre anni nel centro di Sesto San Giovanni, un periodo di attesa inconcepibile per noi!”.
Moussa ha letto Emigrania?
“Certo e dice che gli è piaciuto. E’ consapevole che il libro è il frutto del mio filtro su una serie di episodi che ci ha raccontato”.
Ma si è riconosciuto?
“Beh, ha ammesso che è un po’ un pippone! (ride). Comunque in  allegato al volume c’è anche la narrazione più dettagliata della sua biografia, così è tutto più chiaro”.
Sì, un’altra storia dentro il racconto. Leggetela: in questi tempi, come non mai, vale la pena di conoscerla.

EmigraniaEmigrania è in vendita a 25 euro in edizione limitata presso Spazio BK in via Porro Lambertenghi 20 a Milano e online sul sito  emigrania.bigcartel.com.
Una versione in edizione economica è disponibile a 10 euro in occasione degli eventi di Refugees Welcome Milano.
Facebook: emigrania.fioridelmare
Instagram: Emigrania.FioriDelMare

1 Commento

  • Reply
    Paola
    14 Gennaio 2019 at 19:43

    Leggo solo ora, e grazie, un bel modo per cominciare l’anno. Si può “averli a casa nostra”

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