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Via dalla pazza folla: 10 dritte per un weekend a Venezia



weekend a Venezia



Niente foto con i piccioni di piazza San Marco o selfie dal Ponte di Rialto. La Venezia che vi propongo io è quella dei veneziani: quella delle calli solitarie, delle passeggiate davanti al mare aperto, delle piazze dove giocano i bambini, dei negozi meno scontati. Conosco bene la città per averci abitato durante gli anni di università. Ci sono tornata di recente e mi sono innamorata di Venezia per l’ennesima volta. La consiglio vivamente anche adesso in vista delle vacanze di Natale. Ecco, in caso, i miei consigli per un weekend perfetto.

1. Munitevi di scarpe comodeLa città si apprezza muovendosi a piedi e se volete goderla davvero, preparatevi a fare lunghe scarpinate. I vaporetti ai turisti costano parecchio (7 euro a tratta, durata 60 min). Se dovete per forza utilizzare molto il vaporetto, meglio acquistare il biglietto turistico a tempo (20 euro per un giorno, 30 per due,  40 per tre). Per le informazioni di servizio http://www.actv.it/muoversiavenezia/muoversiavenezia

2. Fate un giro in vaporetto… Dopo le premesse del punto 1, acquistate comunque un biglietto sulla linea 1 o 2 e fatevi un giro completo, senza preoccuparvi di scendere alle fermate più turistiche: aprite gli occhi, eliminate i pensieri e godete la  città dall’acqua.

weekend a Venezia



3. … e una traversata in gondola. Non può lasciare Venezia senza essere saliti su una gondola. Se volete togliervi lo sfizio, potete prendere i traghetti che eseguono il servizio di traversata del  Canal Grande. Per ogni traversata il gondoliere applica  la tariffa di 2 euro (con Carta Venezia 70 centesimi). Info: http://www.veneziaunica.it/it/content/la-gondola

week end a venezia

5. San Marco va vista di sera. Andateci poco prima del tramonto e quindi intorno alle 17 in inverno e dopo le 19 in estate. Non solo perché gran parte dei turisti se n’è andata  e la piazza finalmente torna alla sua vera dimensione. Con il tramonto del sole  si diffonde una luce unica, tendente al violetto, di indefinibile – e indimenticabile – bellezza. Godetevi il giro intorno ai portici e della Basilica fino ad arrivare a Riva degli Schiavoni. Se proseguite la passeggiata a  San Zaccaria in direzione dei giardini di Sant’Elena, troverete senz’altro un baretto dove gustare uno spritz davanti al mare.

6. A Rialto si va  al mattino.  Il ponte di Rialto è affollato di turisti in maniera insopportabile. Tuttavia se ci andate al mattino e al massimo entro le 10, troverete meno gente ma soprattutto il mercato del pesce e della verdura vi sembrerà ancora un vero mercato, e non un affollatissimo set fotografico.

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5. Riservate almeno tre ore alle Zattere.  Le fondamenta delle Zattere, nel quartiere (sestriere) di Dorsoduro, sono uno dei luoghi del cuore della mia Venezia. Si affacciano sul Canale della Giudecca e possono costituire una passeggiata di circa due chilometri che parte dalla Stazione Marittima a San Basilio e arriva fino a Punta della Dogana dove, davanti al Bacino di San Marco, il Canale della Giudecca si unisce al Canal Grande. La riva delle Zattere è aperta e soleggiata e offre la vista degli edifici più rappresentativi della Giudecca: dal Mulino Stucky, alle chiese delle Zitelle, del Redentore e di Sant’Aufemia. E’ un posto molto tranquillo, frequentato dai veneziani e da pochi turisti. Se vi arrivate dal ponte dell’Accademia, girando a destra troverete la gelateria storica di Nico, altri bar e una buona pizzeria (le Oke) dove eventualmente fermarvi per il pranzo;  se girate a  a sinistra, costeggiando le Fondamenta degli Incurabili e poi dei Magazzini del Sale,  arriverete alla punta della Dogana. Qui, dopo un bel tratto davanti a un mare aperto, vi attende la vista spettacolare del bacino di San Marco e poi delle volute barocche della Basilica di Santa Maria della Salute.

6. Andate alla scoperte di Dorsoduro. Dalla Basilica della Salute si arriva facilmente alla Collezione Peggy Guggenheim, situata a Palazzo Venier dei Leoni. Lasciando alle spalle la basilica, si attraversa un piccolo ponte e, percorrendo calle dell’Abbazia, basta seguire le indicazioni per il Guggenheim. Il percorso consiste in una serie di deliziosi campielli e callette, costeggiate da gallerie e negozi d’arte, esclusivi e raffinati, che non hanno niente a che fare con la paccottiglia in mostra in tante altre vetrine della città. Se non avete tempo di visitare quella che fu la residenza di Peggy Guggenheim e la sua straordinaria collezione di opere d’arte, proseguite in direzione del ponte dell’Accademia che troverete alla vostra destra dopo avere superato calle della Chiesa e il delizioso campo San Vio.

7. Prendete un caffè in Campo Santo Stefano. E’ una delle piazza più grandi e tra i posti più frequentati dai veneziani. Sedetevi in uno dei bar che si affacciano sul campo e godetevi la vista delle chiese di Santo Stefano, di san Vidal e di Palazzo Morosini, sede del conservatorio  Benedetto Marcello. Curiosità: la statua di Niccolò Tommaseo al centro della piazza è nota tra i veneziani come Il Cagalibri (basta osservare come sono disposti i tomi ai piedi dello scrittore per capire perché 🙂 ). Curiosando intorno al campo, entrate a Palazzo Franchetti, vicino al ponte dell’accademia, dove c’è l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti: il giardino e le vetrate gotiche sono bellissime.

8. Almeno uno dei due: Palazzo Grassi e/o punta delle Dogana. Sono le due sedi delle mostre temporanee della collezione Pinault e sono stati entrambe mirabilmente restaurate dall’architetto giapponese Tadao Ando. Le collezioni (nella foto a sinistra Palazzo Grassi) che ospitano sono interessanti ma, anche se non siete conoscitori o appassionati di arti contemporanea,  vale la pena di visitare almeno uno dei due edifici, entrambi bellissimi. Informazioni: http://www.palazzograssi.it/it

9. I campi da non perdere. Dopo avere visto le attrazioni principali, la visita della città va completata con una serie di piazze (campi) di grande atmosfera. Uno dei miei preferiti è campo Santa Margherita (sestriere Dorsoduro), luogo di ritrovo degli studenti universitari con tanti baretti, ristoranti, negozi anche storici. Qui c’è ancora la casa del Boia di Venezia, posta al centro della piazza, perché nessuno voleva abitarci vicino.

Campo Santa Margherita

Campo Santa Margherita

Bello anche il piccolo campo san Barnaba, nei pressi di Cà Foscari e vicino al Ponte dei pugni, che riporta ancora lei impronte in marmo che fissavano le postazione dei rappresentanti della fazioni avverse dei castellani (zona Castello) e dei nicolotti (san Nicolò) ai tempi della Serenissima. Avvicinandosi a una zona poco praticata dai turisti come quella intorno alle Fondamenta Nuove,  alti due bei campi sono quello di Santa Maria Formosa e di San Giovanni e Paolo.

10. Mangiare e dormire?. Qui si tocca un tasto dolente. Venezia è una città costosa, dove il rischio di dormire e di mangiare male è alto. Prima di scegliere, consultate le vostre guide e i motori di ricerca più noti. Detto questo, io ultimamente cerco di andare all’hotel Falier, un alberghetto  in zona san Pantalon.

week end Venezia. Hotel Falier

Hotel Falier

E’ piccolo e vecchiotto ma pulitissimo. Il personale è molto gentile e, a mio parere, l’albergo offre un buon  rapporto qualità prezzo. Altro hotel sperimentato, molto buono, di standard superiore e richiestissimo, è la pensione Calcina alle Zattere. Quanto al mangiare, i punti di ristoro sono moltissimi e, a parte ristoranti e bacari storici rinttracciabili su tutte le guide, c’è un continuo movimento. Nella mia ultima visita ho scoperto ‘Impronta Caffè‘, un locale aperto dalle 7 del mattino alle 2 di notte, nel sestriere Dorsoduro.

Impronta Caffè, trittico hambuger di tonno. Venezia

Impronta Caffè, trittico hambuger di tonno

Buona (ma cara) anche la pizzeria ‘Ae Oke’ alle Zattere, “emanazione” della vecchia ‘Alle Oche’ di Santa Croce che frequentavo da universitaria. Un mio amico veneziano comunque mi ha assicurato che la migliore pizza per lui adesso è quella della catena Rosso Pomodoro, vicino a San Marco…

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