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Ettore Sottsass alla Triennale: il design che emoziona

Ettore Sottsass alla Triennale

Nel giorno del centenario della sua nascita e a dieci anni dalla sua scomparsa, la Triennale di Milano dedica una mostra a Ettore Sottsass, uno dei più grandi maestri del design italiano e uno tra i protagonisti del panorama culturale del XX secolo. Un architetto e un intellettuale che ha attraversato il ‘900 con una curiosità, una sete di vita e di conoscenza, un’energia creativa difficilmente catalogabili. Per capirci, e in estrema sintesi: Sottsass è il progettista di Valentine, la famosa macchina da scrivere portatile di Olivetti, perfetta nella sua leggerezza e funzionalità ma anche il fondatore del gruppo Memphis che nel 1980 sconvolse il Salone del Mobile con la monumentale libreria Carlton.

Ettore Sottsass alla Triennale

Macchina per scrivere Valentine, Olivetti, 1969

E tra questi due oggetti apparentemente così opposti ma uniti da una visione del design che genera emozioni, uno stile e un’esistenza caratterizzate da un’attività incessante, nel campo dell’architettura e del design, certo, ma anche nella saggistica, nell’editoria, nella fotografia. Una produzione monumentale impossibile da esporre secondo criteri accademici.

Ettore Sottsass alla Triennale

La Carlton

La chiave di lettura individuata dalla curatrice Barbara Radice, appassionata compagna negli ultimi trentadue anni di vita del Maestro precedentemente sposato con Fernanda Pivano, è quella di un racconto strutturato non attraverso oggetti ma scritti. Dopo avere accettato la proposta della Triennale di curarne la mostra, Radice ha infatti studiato i 34 volumi dell’archivio di Sottsass – molti dei quali scritti ben prima dell’inizio della loro storia d’amore nel 1976 – definendo la mappatura dell’opera del Maestro come un arcipelago dove il flusso di intuizioni, interessi, lavori, osservazioni sono rappresentati in ogni isola in forma di quadri, disegni, progetti, architetture, ceramiche mobili, fotografie.

Ettore Sottsass alla Triennale
Ogni isola un tema, ogni tema una stanza, titolata attraverso la suggestione di scritti, oggetti, appunti, suggestioni o progetti: Per qualcuno può essere lo spazio; Il disegno magico; Memorie di panna montata; Il disegno politico; Le strutture tremano; Barbaric design; Rovine; Lo spazio reale; Vorrei sapere perché….
Il titolo della mostra “Ettore Sottsass. There is a Planet” prende spunto da un libro del Maestro mai realizzato, risalente ai primi anni’90 ed ora edito da Electa. “Mi è sembrato un titolo perfetto – ha dichiarato Barbara Radice alla conferenza stampa della mostra – Ettore ha sempre pensato al pianeta come a un palcoscenico cosmico e reale per la vita dell’uomo .

Ettore Sottsass alla Triennale

Le ragazze di Antibes

L’esposizione, secondo l’allestimento ideato da Michele De Lucchi e Christoph Radl – amici e collaboratori di Sottsass – prevede un percorso a forma di ferro di cavallo: quattro stanze per lato con la nona conclusiva al centro. Lungo le pareti della galleria che dà accesso alle stanze, da una parte sono in mostra opere grafiche e artistiche contestuali ai vari temi, dall’altra una scelta fotografie all’origine dei progetti del Maestro oltre a una raccolta inedita di fotografie di donne in spiaggia, risalente ai primi anni ’60 e intitolata Le ragazze di Antibes.

Ettore Sottsass alla Triennale

Ettore Sottsass alla Triennale
Ettore Sottsass alla Triennale
Insieme alle opere di design, alle fotografie, agli oggetti, ai progetti, ai mobili Memphis che in un allestimento sono rappresentati come le architetture silenti delle piazze di De Chirico, il visitatore è accompagnato da citazioni di scritti di Sottsass, un racconto che lo porta in una dimensione più personale, a contatto con i pensieri e i sentimenti di un uomo sensibile, capace di emozionare e di emozionarsi, dotato di humour ma anche di dubbi, malinconie e nostalgie. Un intellettuale profondamente consapevole della fine delle cose, della caducità che non risparmia il design e il suo lavoro.

“Mi sento sempre più nel mezzo di un immenso deserto di ruderi e mi sembra che tutto quello che faccio, qualunque oggetto mi venga in mente, diventi subito un rudere, diventi una presenza solitaria della quale io stesso capisco sempre meno la ragione, sempre meno capisco le connessioni con il resto… Forse non mi resta altro che camminare tra ruderi e forse, disegnando, non ho altro destini che quello di produrre ruderi, voglio dire produrre oggetti che calino senza spiegazione in mezzo a milioni di altri progetti di cui non conoscerò mai e mai più le logiche, né i collanti, né le connessioni”. Rovine, Design Gallery Milano, 1992

Ettore Sottsass. There is a Planet” ci consegna il ritratto di un uomo che ha interpretato lo spirito del suo tempo con intelligenza e talento ma anche esplorando il sentimento. Barbara Radice voleva regalare all’amore della sua vita una mostra come le intendeva lui: una mostra che emoziona. Ed ha colpito nel segno. Buon compleanno Maestro!

Ettore Sottsass alla Triennale

Una delle immagini in mostra

Ettore Sottsass alla TriennaleETTORE SOTTSASS.  THERE IS A PLANET
15 settembre 2017 – 11 marzo 2018
Palazzo della Triennale
Viale Alemagna 6 Milano
orari:  martedì-domenica ore 10.30 – 20.30
Biglietto intero:9 euro

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1 Commento

  • Reply
    Paola
    15 settembre 2017 at 14:57

    Da non perdere, sono d’accordo! Grazie

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