Milano Storie Zona 6

Andrea, l’edicolante di Piazza Napoli

Mi piacciono moltissimo le edicole. Almeno quanto amo i giornali. Quando anni fa mi sono trasferita nella nuova casa, ho subito adocchiato la rivendita di Piazza Napoli. Un bel chioschetto di fronte al cinema Ducale, situato tra un fioraio e il chiosco di un bar. Un’edicola piccola ma ben rifornita, che è diventata presto un mio punto di riferimento nella geografia nel quartiere. I quotidiani ormai li leggo sul tablet, ma i periodici no. Mi piace sfogliarli con calma e soprattutto mi piace il rito del sabato, quando dopo il cappuccino al bar, vado a comperarli all’edicola di Andrea Pellegrini. Ci trovo i femminili e le riviste arredamento e di design per il mio svago e quelle di motori che continuano ad interessarmi per lavoro. Poi faccio sempre due chiacchiere con Andrea, che mi racconta quali sono le testate che sono andate meglio, quelle che non vendono, quelle che hanno deluso le aspettative. Lui vende i giornali perché i giornali gli piacciono e perché, anche se è un lavoro duro che il ministro del lavoro Poletti nei giorni scorsi ha definito senza futuro, questo mestiere tutto sommato gli dà ancora qualche soddisfazione.

Andrea l'edicolante di Piazza Napoli

L’edicola di Piazza Napoli

Prima di aprire l’edicola in piazza Napoli nel 2002, Andrea aveva lavorato nel settore finanziario e immobiliare. Dopo gli studi di ragioneria e qualche esame alla facoltà di economia a Pavia, era impiegato nell’amministrazione di un’azienda farmaceutica. La sede del lavoro era lontana e i cento chilometri che percorreva ogni giorno in macchina cominciavano a pesare. Iniziò a ragionare sulla possibilità di aprire un’edicola, come già avevano fatto amici d’infanzia. La combinazione di un annuncio su Secondamano nella zona dove abitava la fidanzata, ed ecco che il 18 aprile del 2002 aprì la sua attività di edicolante a due passi da casa. Fu un giorno molto particolare, scelto dal pilota svizzero Luigi Fasulo per andare con il suo aereo dentro il Pirellone: “La mattina dopo vendetti un sacco di quotidiani, non mi sembrava vero!”, ricorda il nostro giornalaio.
Da allora Andrea apre la sua edicola tra le 5 e le 5.10 del mattino. Con il padre Rolando attendono il furgone del Corriere e della Gazzetta e poi il portatore con gli altri quotidiani e le riviste. Tira fuori i periodici, i gadget, i giocattoli, spunta le bolle, controlla il traffico dei resi mentre il padre inizia il suo giro di consegne che lo impegna fino alle 8.30. I primi clienti arrivano intorno alle 6. Andrea tiene aperta l’edicola fino alle 13 e poi dalle 15.30 alle 19-19.30. Dodici ore di lavoro, sempre lì dietro al banco dei giornali, mentre nel chiosco entrano anche 400 persone al giorno. Molti sono habitué, come la sottoscritta. Quasi nessuno compra il giornale e basta: c’è chi cerca le buste di figurine per il nipote, chi fa commenti sulla questione dei pensionati, chi compra i ticket del tram e chiede informazioni su tutte le tariffe, chi domanda se il corso d’inglese è arrivato o chi vuole dei biglietti per Expo.

Andrea l'edicolante di Piazza Napoli

Andrea l’edicolante di Piazza Napoli

Mentre chiacchieravamo per mettere insieme questo articolo, è entrato un cliente che ha raccontato un po’ sconvolto di essere stato fermato per la quarta volta dalla polizia, in questa occasione mentre era in bicicletta di uscita dalla Scala. Pare che stiano ricercando un delinquente che gli assomiglia moltissimo. Andrea ha avuto parole di simpatia e un sorriso anche per lui. In effetti dopo 13 anni all’angolo di questa piazza, conosce tutti, anche la signora in macchina che ogni pomeriggio, alla stessa ora, si avvicina al semaforo con la mano schiacciata fissa sul clackson. “Eccola – dice alla moglie Mariangela che è passata a salutarlo –  è l’ora della pazza”. Gli chiedo se in tutto questo tempo ha visto tanta gente strana. Mi risponde di no, forse uno o due maleducati, ma niente di più. “Sai – commenta – se qualcuno vuole fare il furbo e guarda dentro il gabbiotto, ci trova me e mio padre che non siamo proprio tanto piccolini”. Tredici anni fisso lì in Piazza Napoli sono tanti. “In effetti c’è il rischio che il lavoro diventi proprio routine – ammette Andrea -, di conoscere già domande e risposte dei clienti che entrano. Forse l’ideale per mantenere l’entusiasmo e la curiosità, sarebbe cambiare sede ogni cinque anni”. Un’ipotesi non molto praticabile, con la crisi che c’è nel settore. I margini di guadagno, che una volta erano cospicui, ora sono parecchio ridotti. “Mettiamola così: sono appassionato di moto e quando ho preso l’edicola volevo comperarmi una Harley. Dopo tredici anni, giro ancora con una custom giapponese!”. Sintesi impeccabile.

Andrea con la moglie Mariangela

Andrea con la moglie Mariangela

Prima di salutarlo gli chiedo qualcosa sui momenti che ha vissuto durante la sua attività. “Il più particolare, anche se non il più bello, è stato quando si è fermato qui davanti Gianfranco Funari. Guidava una cabriolet, era con la moglie. Comprarono tutte le riviste con lui in copertina. Poi entrò dal fiorista qui accanto e prese un sacco di mazzi di fiori. Abbastanza indimenticabile”. E il più brutto? “Mah, forse un fatto che mi è stato riportato dai vicini, perché io non c’ero. Mi sposai di sabato e presi, inevitabilmente, un giorno di licenza. Un cliente che trovò il chiosco chiuso, si arrabbio moltissimo e imprecò mandandomi a quel paese perché non poteva comperare la guida della TV! Quando lo seppi, ci rimasi malissimo.  Poi però mi sono detto che quando perdo un cliente, ne arrivano due nuovi. Andò così anche quella volta”.

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