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L’atelier di Giusy Bresciani, la signora dei cappelli

atelier di Giusy Bresciani

Un palazzo signorile in una delle zone più eleganti di Milano, la discesa di una rampa di scale oltre l’ingresso ed eccoci nell’atelier di Giusy Bresciani, tra le spettacolari quinte in legno realizzate dallo scenografo Enrico Job e un tripudio di cappelli, stoffe, specchi, fiori di tessuto e passamanerie, pizzi e veli. La sensazione, intensa e rara, è quella della scoperta: di un luogo unico, di una storia importante, di un’eleganza senza tempo. L’eleganza è quella di Giusy Bresciani, bella signora che mi accoglie con un sorriso e le scuse per non avere avuto il tempo di stendere il rossetto.

atelier di Giusy Brescian
Il nome del suo atelier è da sempre noto tra le signore di Milano e non solo. La mamma e, prima di lei, la nonna e la bisnonna gestivano dal 1903 un laboratorio in via San Prospero che forniva anche la Real Casa. Negli anni della Belle Epoque realizzavano decori in piume e fiori per abiti e cappelli. Con il tempo il laboratorio è diventato una modisteria affermata, dove venivano creati cappelli e guanti richiesti anche dalle grandi sartorie dell’epoca, come Biki che vestiva la divina Maria Callas.

atelier di Giusy Bresciani
Giusy Bresciani eredita appena diciottenne l’attività della madre, scomparsa prematuramente. È giovanissima ma è cresciuta nel mondo della moda milanese, è già stata a Parigi per le sfilate ed ha tanta voglia di d’imparare. Nel 1965 apre l’atelier a suo nome e in breve diventa una stilista affermata, creando cappelli per l’alta moda e il prêt-à-porter più esclusivo: tra i suoi committenti annovera Biki, Ferragamo, Moschino… La sua creatività e la facilità nell’inventare decori la portano a collaborare per le sfilate delle firme del made in Italy.

atelier di Giusy Brescian
Nel suo atelier  vengono realizzati anche abiti, in particolare da sposa. Si tratta di creazioni uniche, risultato di un lavoro fatto su misura e di tante prove di sartoria. Un rituale che richiede il piacere dell’attesa e un contesto certo distante da quello degli showroom che vanno per la maggiore, dove le ragazze scelgono abiti già finiti. Nei duecento metri quadri dell’atelier di Giusy Bresciani le clienti invece provano le creazioni di abiti e cappelli nel privée, un salottino pieno di specchi ma anche divani e arredi d’epoca.

La stilista ha scelto lo spazio di via Zenale dopo avere lasciato la sede di via del Carmine, nel quartiere Brera dove era rimasta per 12 anni. Prima ancora, e per oltre trent’anni, l’atelier era situato invece in via Gerolamo Morone. “Difficile competere con il mercato immobiliare milanese. – spiega la stilista -. Tuttavia metà delle mie clienti abita in questa zona”, conclude sorridendo. Non è facile mandare avanti un’attività sartoriale di alto livello in un mondo omologato da una moda usa e getta che si basa su una produzione spesso delocalizzata realizzata a costi bassissimi.

L’atelier di Giusy Bresciani si regge ancora sulla passione della titolare e sulla collaborazione di poche sarte fidate. Ma quello della modista è un’attività destinata a scomparire se –  contrariamente alla Francia dove Chanel sta conducendo una grande valorizzazione dell’alto artigianato applicato alla moda –  non è sostenuto dalla committenza di marchi importanti.

atelier di Giusy Bresciani
Lo spazio allestito con la collaborazione del marito, che era architetto, è sempre pieno di fascino. Oltre alle scenografie di Job – ricavate dallo spettacolo teatrale “L’albergo del Libero Scambio” – la suggestione creata da decine di cappelli in ogni tessuto, forme di legno, scatole di passamanerie, fiori di seta, velette, tele bianche per le prove degli abiti è quella di un viaggio nella storia della sartoria. Una suggestione coltivata dalla passione per il collezionismo della titolare che, tra i tanti pezzi mi mostra due borsette in maglia risalenti all’epoca napoleonica.

atelier di Giusy Bresciani
A farla da padrone sono però i cappelli, di ogni foggia, materiale e dimensione. In paglia, lana, cachemire, pelle. Cerchietti decorati con tessuti di ogni consistenza e volume ma anche con rametti e piccole bacche, magari per una serata da trascorrere con gli amici durante le feste. Copricapi da indossare flosci con apparente noncuranza, come il modello Marple, dedicato al famoso personaggio di Agatha Christie. Portati di tre quarti, per valorizzare le grandi tese, o calati sulla fronte, come i baschi. O ancora appoggiati su acconciature importanti, come quelle delle clienti inglesi che si rivolgono a Giusy Bresciani prima dell’appuntamento di Ascot.

atelier di Giusy Brescian

atelier di Giusy Brescian

Giusy Bresciani

Tra tanti modelli Giusy ha trovato per me una cloche in paglia di Firenze di un indefinibile, quanto bellissimo color cipria, di una grazia sorprendente. Mi sono ripromessa di tornare ad acquistarla tra qualche mese, quando arriverà la primavera. Intanto, se volete farvi un regalo speciale, andate al suo atelier: scoprirete un mondo e uno stile che hanno tanto da insegnarci.

GIUSY BRESCIANI
Via Bernardino Zenale 15
Milano
Orari di apertura: da martedì a venerdì h. 10.30-13.00 e 15.00-18.30. Sabato solo su appuntamento
Tel. 02 84341719
E-mail: info@giusybresciani.it
Pagina Facebook  e profilo Instagram.

2 Commenti

  • Reply
    milesweetdiary
    14 Dicembre 2016 at 7:14

    Esempio, quello di Chanel, da importare. Grazie Paola!

    • Reply
      Paola
      14 Dicembre 2016 at 10:28

      Ci vogliono imprenditori della moda illuminati consapevoli del valore di un patrimonio che arricchisce tutti. Grazie a te per l’attenzione con la quale mi segui!

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