Milano

Design: gli oggetti felici di Internoitaliano

Internoitaliano

Internoitaliano è un progetto di produzione e vendita di design che non si accontenta di fare oggetti belli o funzionali. Il suo ideatore Giulio Iacchetti – designer industriale di fama, già vincitore di due Compassi d’oro – li ha voluti anche felici. Felici perché dotati di uno stile che dialoga con naturalezza con gli ambienti ai quali sono destinati e alle persone che li utilizzano. Poi perché di qualità e quindi destinati a una lunga vita. Ma felici soprattutto perché risultato di un’unione paritaria tra il designer che li ha progettati e l’artigiano che li ha realizzati. Tra la la capacità d’inventare e il saper fare.

Internoitaliano

Orologio Tiri, Torneria Piotto

Oggetti che incarnano l’eccellenza della capacità italiana di creare manufatti di altissima qualità. Ma anche dotati di una particolare leggerezza: quella di rappresentare una nuova normalità, scevra  della velleità auto celebrativa che spesso connota il design contemporaneo. E libera anche dai vincoli economici che impongono alti profitti. Il sistema di vendita online di Internoitaliano, pur nel rispetto del valore del lavoro di ciascuno e dell’alta qualità dei materiali, permette infatti di proporre i suoi prodotti di design a un giusto prezzo.

Internoitaliano

Cirò, Denise Bonapace e Cangiari

Internoitaliano è stato lanciato nel 2012 ed una realtà ben consolidata, tuttavia io l’ho conosciuto solo di recente, tramite la fashion designer Denise Bonapace –  da tempo tra i collaboratori del progetto di Iacchetti – ideatrice di una delle ultime novità di Intenoitaliano: Cirò, una fodera per cuscino in varie misure realizzata con preziosi inserti in tessuto creati con telaio a mano in Calabria dalle artigiane di Cangiari, il primo marchio di moda etica di fascia alta costituito in Italia. Il disegno che caratterizza il tessuto, detto “a Pitteja”,  si ottiene intrecciando fili di diversa dimensione e tipologia. È realizzato con filati di lana, alpaca, lino, cotone e colorazioni totalmente bio. Essendo un motivo chiuso, richiama la femminilità e la protezione evocata dalla famiglia.

La fodera ideata dalla Bonapace, proposta nelle colorazioni blu o arancione, è dotata di una tasca che ne definisce il design e che può contenere fazzoletti, essenze profumate, il cellulare e anche diventare un segnalibro mentre si legge sul divano. Un oggetto con una storia, narrata dagli elementi portati dalla tradizione artigianale e dall’innovazione del design e che si aggiunge alla selezione di oggetti di arredo proposti da Internoitaliano.

Internotaliano
La collezione è ricca: sedie, tavoli, panche e comodini, librerie, vassoi e tovaglie, specchiere e orologi. Tutti gli oggetti sono denominati con nomi propri di quattro lettere che omaggiano cittadine e paesi appartenenti a un’Italia minore e riportano la citazione dell’artigiano che li ha realizzati.

Si riferiscono ad archetipi precisi (per capirci: la sedie sono “sedie”, i tavoli sono “tavoli” ) ma sono dotati di altre potenzialità. Così il cuscino Cirò è anche contenitore, i pesciolini Livo e Paré sono giocattoli che ci riportano all’infanzia ma anche fermaoggetti o segnalibri, il servomuto Mori si riscatta dallo spazio della camera da letto per entrare anche in altre stanze della casa e così via.

Molti degli oggetti di Internoitaliano sono esposti nello studio- showroom di via Tibaldi a Milano, dove lavorano Iacchetti e il suo gruppo di giovani architetti e designer: un loft interno a un cortile e illuminato da vetrate che danno su una pergola.
Uno spazio condiviso dove si realizza una nuova operosità, una sintesi tra creatività e abilità manuale che, nella visione degli oggetti felici di Giulio Iacchetti, rappresenta per il design un Rinascimento possibile.

Internoitaliano
INTERNOITALIANO
Viale Tibaldi 10, Milano
Tel. +39 0245496301
info@internoitaliano.com
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1 Commento

  • Reply
    milesweetdiary
    16 Dicembre 2016 at 12:34

    L’aggettivo “paritario” continua a girarmi felicmente in testa: quale miglio riconoscimento per l’artigiano che le ha create?! E poi “felici perché dotati di uno stile che dialoga con naturalezza con gli ambienti ai quali sono destinati e alle persone che li utilizzano.” E, ti assicuro, dalle foto arriva tutto. Evviva!

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