Si apre domani a Palazzo Reale di Milano, Manet e la Parigi moderna, una delle mostre più attese della stagione in città, anche per il grande seguito che gli artisti Impressionisti riscuotono tradizionalmente tra il grande pubblico.
L’esposizione, realizzata con la collaborazione del Musée d’Orsay di Parigi presenta un centinaio di opere, tra cui 55 dipinti: 17 capolavori di Èdouard Manet (tra i quali Il Pifferaio che illustra la mostra e il Balcone, nella foto di apertura) e 40 altre tele di maestri coevi, da Boldini a Cézanne, da Degas a Gauguin, da Monet a Renoir, Signac, Tissot.

Nonostante il sofferto rapporto con la critica dell’epoca che non riconobbe la sua carica innovativa e lo dileggiò per tutta la sua carriera riconoscendone i meriti solo nel 1881, a due anni dalla morte, Manet (1832-1883) è considerato l’iniziatore e il capofila dell’Impressionismo.
- Manet, Berthe Morison e il ventaglio, 1874. Museo d’Orsay
- Manet, Stéphane Mallermé, 1876, Museo d’Orsay
- Manet, Ramo di pene bianche e cesoie, 1864, Museo d’Orsay
- Manet, Chiaro di luna sul porto di Boulogne, 1969, Museo d’Orsay
La mostra, curata da Guy Cogeval, Caroline Mathieu e Isolde Pludermacher del Musée d’Orsay evidenzia la modernità dell’arte di Manet e dei pittori a lui contemporanei attraverso il rapporto con la città di Parigi, raccontata in forma epica nella sua evoluzione e trasformazione. Una narrazione evidenziata attraverso i vari generi cui gli Impressionisti si dedicarono: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne.
Parigi e il contesto di caffè, studi, residenze estive, teatri nel quale si sviluppò la creatività di degli artisti Impressionisti è raccontata in un percorso di 10 sezioni tematiche. Dai ritratti di Manet e del suo entourage (tra i quali i sodali Emile Zola e Charles Baudelaire), con intermezzi tra i dipinti floreali e le influenze dell’arte spagnola, la mostra ci porta alle vedute della Senna, agli spettacoli di danza dell’Opéra, alle strade e nei caffè più malfamati, alle serata di gala nei teatri parigini, ai contesti borghesi animati dalle dame vestite di bianco per terminare con un omaggio alle dame in nero, figure femminili ispiratrici di passioni, rappresentate nei loro momenti d’intimità.
- Manet, Berthe Morisot con un mazzo di violette (1872), Musée d’Orsay
- Il bagno, Alfred Stevens (1823-1906), Musèe d’Orsay, Parigi, Francia
Parigi come città in movimento quindi, un universo di persone e situazioni colte nell’attimo in cui si manifestano, la realtà dipinta nel momento in cui prende vita, la poetica dell’attimo, la pittura in quanto pittura: in sintesi l’arte di Èdouard Manet.
Per il visitatore, una passeggiata nel contesto nel quale si è svolto il movimento pittorico impressionista: un punto di vista interessante da una città a sua volta in trasformazione come Milano.
MANET E LA PARIGI MODERNA
Palazzo Reale
Piazza Duomo, 12
Milano
8 marzo-2 luglio 2017
Orari apertura: lunedì 14.30-19,30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30.
Prezzo biglietto intero (audioguida inclusa): 12 euro









