Moda e Shopping Storie

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria

Un vaso di fiori, la luce di candele profumate e poi gli abiti della sartoria: eleganti, colorati, in tessuti bellissimi, vaporosi e croccanti. Si entra ne La Cucitoria, l’atelier di Sonja Tagliavini in uno dei quartieri storici di Milano e ci si sente in un salotto che ci piacerebbe frequentare, anche solo per incrociare lo sguardo e il sorriso della padrona di casa, vera signora di una bellezza luminosa che il tempo ha sfiorato con grazia. Un incontro che permette per qualche momento di lasciarsi alle spalle la frenesia un po’ vuota di certe giornate in città e di parlare – bene, con piacere – di eleganza, di moda, di gusti, di lavorazioni e tessuti, di donne e di stili. Quello di Sonja Tagliavini, innato, è stato coltivato da buone letture e buone scuole, ottime frequentazioni, tanti viaggi. E poi una curiosità e un gusto per la vita che l’ha portata a mettersi spesso in gioco, a imprimere cambi di direzione al percorso mai dato per scontato della sua esistenza.
Come quando, giovane signora poco più che ventenne, in visita alla suocera in zona Fiera, viene folgorata dalla vista sulla strada di un maglificio, dal suono dei macchinari, dalla precisione del lavoro delle donne nei camici bianchi. Si informa dell’attività del laboratorio e chiede di realizzare un golf di cachemire disegnato da lei.

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria
Il suo ingresso nella moda inizia così. Sì, perché una volta realizzato il pullover, un girocollo bianco e azzurro, Sonja lo sottopone al parere di Vittorio Siniscalchi produttore di camicie all’epoca in via Montenapoleone, che non solo ne dà parere positivo, ma a breve la presenta a Cerruti che ne ordina un grande quantitativo per distribuirli in tutti i suoi negozi.
Abbandonai senza troppi rimpianti l’attività di traduttrice che avevo svolto dopo gli studi di interprete parlamentare e iniziai a combinare i colori, facendo ricerca anche sui filati e i materiali – ricorda Sonja -. Cercavo già i contrasti che sono un po’ la cifra distintiva delle mie collezioni. Fu naturale sentire l’esigenza di realizzare una collezione che completasse la maglieria e da qui la ricerca di fornitori e artigiani da coinvolgere per il mio primo atelier”.

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria
Si è alla fine degli anni ’60, il marketing nella moda è ancora lontanissimo e Milano è piena di laboratori, sarte e artigiani a cui affidare la realizzazione dei suoi modelli.La formula di Sonja ha subito riscontro, grazie al passaparola tra le signore milanesi:

“Più che ai prezzi ero interessata alla qualità del lavoro: volevo proporre cose ben fatte, ben tagliate, dotate di un’anima”.

 

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria

Allinizio degli anni ’70 partecipa a Milano Vende Moda una fiera di abbigliamento per la vendita diretta dove presenta le sue collezioni che vengono poi vendute direttamente ai negozi, in Italia e all’estero. “La mia proposta di poche cose selezionate piaceva. Iniziai un buon lavoro che però venne messo in crisi dalla diffusione a Milano dei negozi monomarca del prêt-à-porter. Cominciò a diffondersi il culto della firma, mi sentivo sempre più sopraffatta dalla preminenza dell’etichetta. Andai  in crisi e per un anno sospesi tutto”.

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria

La lontananza dai tessuti e dei colori  però non dura a lungo. “Ancora una volta, tutto riprese quasi per caso. Parlando con un’amica, realizzai che c’era la domanda di una rimessa a modello dei capi di lusso, abiti di valore di cui non ci si voleva privare ma che rischiavano di rimanere inutilizzati negli armadi. Fu un’altra folgorazione: in due mesi trovai la première, le sarte e lanciai La Cucitoria, una sartoria che rimetteva a modelli cappotti, giacche, abiti da donna, uomo e bambino, per conservarne la qualità e prolungarne l’utilizzo. In poco tempo mi trovai con il negozio pieno degli abiti delle signore milanesi ma oltre alla rimessa a modello dei capi di Yves Saint Laurent, Dior, Ungaro ho sempre portato avanti l’offerta di una sartoria più semplice, per tutti coloro che ne avessero bisogno”.

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria
Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria
Da allora la Cucitoria  è diventata per Sonja Tagliavini una seconda casa dove, accanto ai lavori di sartoria, presenta le sue due collezioni stagionali, capsule di pochi, selezionati pezzi, ispirata anche dalle suggestioni di una vita ricca di incontri, scambi, viaggi. “Con mio marito siamo andati ovunque. Parto con una valigia piene di vestiti destinati ai bambini delle comunità che incontreremo nei vari paesi. E ogni volta torno con la stessa valigia che, dopo essersi svuotata, si riempie dei tessuti che acquisto durante il soggiorno”.
Mentre l’ascolto sono attratta da una bellissima giacca chiusa da alamari: “Un tessuto ikat – mi spiega la stilista – recuperato in Uzbekistan ma ne ho da ogni parte del mondo: piccoli tagli, per capi che sono ogni volta unici”.

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria
La provo, come provo un magnifico robe manteau giallo che mi cade a pennello. Indossarlo è un vero piacere: i capi di sartoria sono speciali anche per questo. Gli occhi di Sonja brillano di soddisfazione. Mi mostra gli abbinamentoi di colore della sua raffinata maglieria in cachemire “a scatoletta”, mi invita a provare anche altre giacche, tutte bellissime, alcune già della collezione preimavera-estate che presenterà a fine febbraio.

Rimango conquistata da una giacca a kimono in seta, abbinata a un pantalone di taglio maschile con la banda laterale tipica dei modelli da smoking: un altro accostamento di contrasti che definisce lo stile de La Cucitoria. Uno stile raffinato come la sua stilista ma anche duttile, disponibile a variazioni e aggiustamenti per andare incontro ai desideri delle clienti. “Ormai sono giunte alla terza generazione: dopo la nonna, la mamma, arrivano le nipoti, giovani donne che cercano qualcosa di diverso per le loro occasioni importanti. Studiamo le soluzioni insieme e mi dà grande piacere allacciare anche con loro lo speciale rapporto di fiducia che è il fil rouge che accomuna tutte le mie clienti, dalla signora dell’alta società che ha molte occasioni mondane alla giovane mamma”.

Sonja Tagliavini, la signora della Cucitoria
                                                         Ph. di Lorella Usai 

La sua Cucitoria, con la sartoria accanto al punto vendita, è a disposizione delle donne che la frequentano: “Io invito a vedere tutto, toccare tutto, indossare tutto – conclude Sonja -. La cosa che più mi piace, quando mostro un abito,  è vedere come la cliente lo indossa: non c’è una donna che lo faccia alla stessa maniera. È qui che la mia creazione prende vita ed è la sensazione più bella”.

La provo, come provo un magnifico robe manteau giallo che mi cade a pennello. Indossarlo è un vero piacere: i capi di sartoria sono speciali anche per questo. Gli occhi di Sonja brillano di soddisfazione. Mi mostra gli abbinamentoi di colore della sua raffinata maglieria in cachemire “a scatoletta”, mi invita a provare anche altre giacche, tutte bellissime, alcune già della collezione preimaver-estate che presenterà a fine febbraio.LA CUCITORIA
Milano
Via Disciplini, 4
Tel: 0286915320
Email: info@lacucitoria.it
Pagina Facebook e profilo Instagram

SalvaSalvaSalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

2 Commenti

  • Reply
    Paola
    12 febbraio 2018 at 17:46

    Almeno una visita viene proprio voglia di farla! Grazie Paola

    • Reply
      Paola
      12 febbraio 2018 at 23:51

      Certo Paola, anche se hai da rimettere in forma dei vestiti a cui tieni.

    Rispondi

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: