Moda sostenibile Storie

Incontri: Marina Morgatta Savarese

Marina Morgatta Savarese

La prima cosa che vedi di Marina ‘Morgatta’ Savarese è il ciuffo di capelli fucsia che le ondeggia sulla testa, poi le braccia che si agitano da lontano in segno di saluto. Fa allegria vederla e mi fa allegria l’idea di incontrarla per scrivere di lei. Un bell’abbraccio ed eccoci nella mia libreria preferita davanti a una tisana e a un caffè per l’incontro che le ho chiesto quando ho saputo che sarebbe passata per Milano.  Non è mica tanto facile fermare Morgatta (d’ora in poi la chiamerò solo così, come fanno tutti). Intanto perché fa un sacco di cose: è fashion designer, docente di moda, blogger, giornalista per magazine e siti web, scrittrice di libri intelligentemente semiseri sull’arte della seduzione e sulla moda, autrice di guide su Firenze e Ibiza, opinionista per una rubrica radiofonica nonchè hip hop teacher.
Poi perché letteralmente non sta mai ferma, sorride, muove le mani: ne sa qualcosa l’amica fotografa Lorella Usai che per riprenderci insieme nella foto che apre questo post ha fatto decine di scatti!

Marina Morgatta Savarese

Sfashion, pag. 110

Ho conosciuto Morgatta al corso di moda sostenibile Out of Fashion al quale collaboro e che lei ha frequentato lo scorso anno. Mi aveva colpito che una docente di una scuola prestigiosa come Polimoda Firenze si ponesse con tanta naturalezza nella condizione di studente, con il suo bel blocchetto per gli appunti e ponendo domande sempre puntuali e garbate. Perché di sostenibilità Morgatta sa parecchio: da una decina d’anni produce una collezione di moda made in Italy realizzata con materiali e tessuti riciclati ed ecosostenibili e, attraverso il libro Sfashion (che dà il titolo anche a una sezione del suo blog Ihatebananas) è una promotrice molto attiva di una visione indipendente e consapevole della moda.

Marina Morgatta Savarese

Sartoria Letteraria a Ibiza. Ph. Instagram @morgatta

Non vedevo Morgatta da aprile, quando ci ha salutato per andare a Ibiza, dove si svolge metà della sua vita. L’altra è in Toscana, tra Livorno, dove vive, e Firenze, dove insegna a Polimoda. Una scelta fatta tre anni fa che l’ha trasformata in una invidiatissima expat. Le ho chiesto di incontrarci perché la sua è la testimonianza di una giovane donna che in questi anni così faticosi per la sua generazione di trenta-quarantenni fa il lavoro che le piace e come le piace, non accettando i compromessi di altre giovani professioniste che lavorano nel settore della moda. Morgatta ci è riuscita con la creatività e l’intelligenza che la distinguono, inventando la vita a sua misura.  A partire dal nome…

Marina Morgatta Savarese

Nomade ma sempre alla ricerca del mare. Ph. Instagram @morgatta

P. Cominciamo da qui: perché da Marina sei diventata Morgatta?
M: “Ah, tanto tempo fa, quando ho dovuto scegliere la password per le mail…ero appassionata di fantasy, delle leggende di Merlino e della Fata Morgana. E sono anche una gattara. Da questa strana sintesi è risultata Morgatta. So che sembra il nome di un fumetto ma è un po’ quello che sono, Morgatta è un nome che mi rappresenta”.
Come i capelli rosa fucsia?
“Ce li ho così dal 2009, mica da ora che sono di moda! Io adoro i colori e adoro questa nota pink, la metto dappertutto!”.
Hai scritto un manuale sulle potenzialità seduttive della bruttina. È pieno di umorismo ma anche di buonsenso. Come è nata l’idea?
“Dall’editore che aveva in mente un manuale del genere e cercava qualcuno che lo scrivesse. Ne ha parlato con una mia amica che ha suggerito il mio nome”.
Non ti è scocciato di essere individuata come bruttina?
“No, anche perché io non sono una Barbie. Che sono bruttina, come ho detto nel libro, l’ho sempre saputo. Mi sono divertita molto a scriverlo. Adoro comunicare e in questo libro, come in tutte le manifestazioni della mia creatività, racconto parte della mia storia”.

Marina Morgatta Savarese
La Bruttina ha avuto un altro sequel di successo: “Come tenersi un uomo dopo averlo conquistato”. Tu come ci sei riuscita?
“Mica tanto bene perché sono single da 11 anni! (risata). Ho avuto due storie importanti, una di quattro e una di sei anni. Il primo era il mio migliore amico sul finire del liceo; con il secondo è durata fino a quando è durata. Tutt’ora ho un ottimo rapporto con entrambi”.
Come si sta da sola?
“Beh, non è che non abbia compagnia! Sono libera, viaggio tanto, per metà dell’anno vivo a Ibiza che non è proprio un ambiente monacale. Negli anni mi sono imbattuta in uomini poco propensi alle relazioni e quindi impostiamo il rapporto in un’altra maniera…più leggera, diciamo! Un compagno lo vorrei ma ci vorrebbe un uomo illuminato, capace di accettare in maniera adulta il mio stile di vita senza tentare di mettermi paletti inutili… perché onestamente non so più se riuscirei a scendere a compromessi con la mia vita, le mie scelte, la mia libertà”.

 Marina Morgatta Savarese

L’ultimo bagno, prima del ritorno in Italia . Ph. Instagram, @morgatta

Come sei diventata ethical fashion designer?
La moda mi appassiona da quando ero bambina e dopo il liceo artistico e il diploma in Fashion Design a Polimoda ho lavorato per delle multinazionali della moda muovendomi tra Parigi, Istanbul e Firenze. Lì, sono venuta a contatto con le modalità di produzione, i materiali utilizzati, gli ambienti e i contratti di lavoro. The dark side of the moon! Un’esperienza che mi ha aperto gli occhi sulle dinamiche fondanti del fashion system. Dinamiche che non volevo fossero mai le mie e quindi poco dopo, a 24 anni, ho aperto a Firenze Open, un concept store con la selezione di brand di ricerca. Qualche anno dopo ho tirato fuori il mio, Pygiama&Superstar, dedicato allo street-style con influenze hip hop, una delle mie grandi passioni”.
Ce l’hai ancora?
“No, purtroppo la crisi economica che ha travolto il mondo della moda ha colpito anche la mia attività  e sono stata costretta a rinunciare al mio progetto. E’ stato un brutto momento ma in quella pausa forzata ho sentito il bisogno di approfondire la ricerca nell’ambito della sostenibilità, dell’etica, dell’impatto ambientale. Volevo che la gente sapesse delle conseguenze di certe scelte e volevo fare la mia parte per comunicare la necessità di una presa di coscienza e di un possibile cambiamento. Da quelle riflessioni è nato il libro Sfashion che svela il lato oscuro della moda ma anche una luce in fondo al tunnel con la proposta del mio manifesto Sfashionista”.

Marina Morgatta Savarese

Il Morgatta pensiero. Ph. Instagram @morgatta

Non ti sei limitata a scrivere un libro ma sei tornata alla carica con una nuova idea di moda…
“Sì, la Sartoria Letteraria che, come dico nel mio blog, è un progetto dove far vivere la scrittura e la moda in maniera assolutamente artigianale: cucire insieme parole e scrivere con i tessuti dando vita a nuovi componimenti indossabili o leggibili. Ogni capo riporta un’etichetta con un testo motivazionale più o meno serio. Li realizzo con la collaborazione del mio piccolo team di sarte e modelliste. Facciamo accessori e capi utilizzando tessuti recuperati da aziende italiane, wax africano preso da produttori locali con associazioni operanti in loco, cotone naturale certificato GOTS”.

Marina Morgatta Savarese

Sartoria Letteraria. Ph. Instagram @morgatta

Che cosa realizzate?
Capi coloratissimi, pratici e multifunzionali come i Fiocconi da indossare come turbanti o fasce per i capelli ma anche in versione maxi come top o in quella mini come braccialetti. Poi t-shirt, abiti e gonne da portare al mare o in mille altre occasioni”.
La tua collezione viene  raccontata  ogni giorno su Instagram con post e stories da Ibiza. Arriviamo al punto: com’è che sei finita lì?
“La prima volta che sono andata a Ibiza, durante una breve vacanza anni fa, mi sono subito sentita a casa, una sensazione di estrema libertà che non è mai venuta meno anche ora che ci vivo e ci lavoro. Lasciavo ogni volta l’isola con il desiderio di starci più a lungo. L’ho fatto tre anni fa quando sono rimasta per tre mesi e ho preso la decisione definitiva”.

Marina Morgatta Savarese

Beh, la casa di Morgatta a Ibiza è niente male…

Come ti sei organizzata a Ibiza?
Vivo nel centro dell’Isola, a Forada,  in una tipica finca ibizenca, in un appartamento che condivido con un’amica, il suo cane e il gatto che ho incontrato nel bosco e ‘mi ha scelta’ . E’ un posto bello, con patio e piscina. Vendo i pezzi di Sartoria Letteraria tre volte la settimana ai mercatini hippy, poi quest’anno ho gestito la parte “shop” nello studio di tatuaggi di un mio amico. Mi sono ambientata molto bene in quella comunità eterogenea e vitale dove tutti si vive alla propria maniera. Ma ci sono anche realtà strutturate, come una sezione arte dell’università locale con cui sono in trattativa per una docenza di un corso di moda sostenibile. Il mio obiettivo è quello di rendere sempre più stabile le mie attività sull’isola, in maniera analoga a quanto sono riuscita a fare in Italia”.

Marina Morgatta Savarese

La Sartoria Letteraria ai Mercatini hippy di Ibiza. Ph. Instagram @morgatta

Qual è l’aspetto più critico di questa doppia vita?
Premesso che mi piacerebbe allungare il più possibile il periodo ibizenco nel corso dell’anno, l’aspetto più faticoso è quello logistico. Trovare casa nell’isola non è facile e non per periodi prolungati come i miei. Ancora più difficile è ottenere i rinnovi dei contratti di locazione come sono riuscita a fare per l’anno prossimo. Altro aspetto è quello dei trasporti dei materiali dall’Italia e delle macchine da cucire. Due traslochi l’anno sono faticosi. Anche per questo, punto a una maggiore stabilizzazione, a faticare un po’ meno, a concentrami di più su quello che mi piace, come la scrittura”.
Sei contenta della tua scelta?
Sono molto felice, a trentotto anni sento di avere realizzato uno dei sogni che avevo da tempo”.

Marina Morgatta Savarese

Il Foularone con le illustrazioni di Enrica Mannari. Ph Instagram @morgatta

Scusa se passo di palo in frasca ma non riesco a togliere gli occhi dal tuo foulard.
Questo è il Foularone Sacred Heart Garden che ho realizzato con la mia amica livornese Enrica Mannari, autrice anche di tutte le illustrazioni dei mei libri. È in tessuto proveniente dal distretto di Como in misto modal e cachemire. Una collezione in edizione limitata”.
Lo avevo visto sul tuo profilo Instagram ma purtroppo non ho fatto in tempo a ordinarlo: è bellissimo!
“Ti piace? Allora te lo regalo!”.
Ma no dai, mi ha già fatto omaggio del libro Sfashion!
“E invece prendilo! Guarda, ti sta benissimo. Mi fa davvero piacere che lo indossi tu!”.

Marina Morgatta Savarese
L’intervista si è conclusa così, con il suo regalo pieno di colori e un abbraccio prima che Morgatta corresse alla sua macchina. Sono tornata a casa con i suoi due doni sotto il braccio, sorridendo, tra me e me.

Marina Morgatta Savarese

Con il Foularone. Ph Instagram @morgatta

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