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Le borse di Un te’ da matti: il tempo ritrovato

Le borse di Un te da matti

Le borse di Un te’ da matti non si dimenticano: per la qualità della manifattura artigianale che si riconosce al primo sguardo, per il nome che rimanda a un mondo di fiaba, per il design che interpreta in chiave contemporanea l’eleganza di epoche passate. Le crea Sara Battaglino che le produce ad Alba, in provincia di Cuneo, la cittadina dove è nata e risiede da sempre e dove poco più di due anni fa ha aperto il suo negozio monomarca, in uno spazio definito dall’atmosfera deliziosamente vintage.

Le borse di Un te da matti

Sara Battaglino e La signorina

Ho conosciuto Sara a Torino lo scorso anno, durante un evento dedicato al design indipendente dove avevo apprezzato l’originalità dei suoi accessori. Non l’ho mai persa di vista attraverso il suo profilo Instagram ed è bastato un breve scambio di messaggi per ritrovarci a parlare insieme al telefono delle sue belle borse, a cominciare dal nome del brand, così particolare: “Stavo rileggendo Alice nel Paese delle Meraviglie, il capitolo settimo, quando ho deciso di cambiare vita e di lasciare la professione di architetto che ormai non mi soddisfaceva più – si racconta Sara – . Nel libro si parla del tempo che rincorriamo ed ho pensato di legarlo al nome del mio progetto. Mi trovavo in un momento particolare dopo l’impegno di qualche anno con un’amica volontaria nel carcere di Torino dove avevamo avviato insieme la produzione di una linea di accessori in pelle realizzate con alcune donne detenute. Terminata quell’esperienza, bella a formativa ma anche molto impegnativa, ho deciso di creare una cosa mia ed è nata l’idea di Un te’ da matti. La prima manifestazione a cui ho partecipato a Torino a fine 2015 con una capsule di piccole borse e bijoux è andata molto bene e a gennaio 2016 ho lanciato il mio brand”.

Le borse di Un te da matti

Atmosfere d’altri tempi nel negozio di Alba

La tue collezioni hanno una personalità molto definita dal design e dalla scelta dei componenti che è molto ricercata.
Si, amo molto il mondo del modernariato e del vintage e sono una grande frequentatrice di mercatini. I modelli iconici sono ispirati a ricordi del passato, come la cartella per la scuola, la borsa del dottore, la borsetta delle signorine bon ton, la pochette vezzosa. All’inizio, quando la produzione era ridotta, recuperavo chiusure e vecchi manici o utilizzavo le fine serie di una vecchia produzione piemontese. Ora che le mie collezioni sono distribuite anche in vari store lo scarto di produzione non basta più anche se la mia ricerca del recupero continua presso fornitori di lunga tradizione che mi mettono a disposizione anche vecchi lotti di chiusure risalenti agli anni ’50, ’60 e ’70, materiali che hanno una qualità e una storia unica”.

Dove trai ispirazioni per le tue creazioni?
Parto sempre dal contatto materico, dalla morbidezza e dal colore del pellame, dal contrasto con una fibbia o una chiusura. Ho una formazione da designer e utilizzo il taglio al vivo, eliminando gli elementi della pelletteria classica come le fodere, le cerniere e le tasche. Mi ispiro agli insegnamenti di Bruno Munari che credeva nella teoria del massimo risultato con il minimo sforzo e procedo per sottrazione, anche per contenere i costi che per la qualità dei materiali e per la lavorazione artigianale non sono da fast fashion”.

Le borse di Un te da matti

Il packaging di riuso con vecchie lenzuola in lino e canapa

Le borse di Un te’ da matti sono una produzione tutta Made in Italy: la realizzazione avviene ad Alba, dove Sara si avvale della collaborazione di Valeria, una giovane artigiana che ha studiato pelletteria a Firenze. Anche i fornitori di pellami sono tutti italiani.
Sì, uso prevalentemente pellame ovocaprino conciato in Campania e in Toscana – spiega Sara -. Con una pelle riesco a produrre una borsa, creando meno scarto possibile. Utilizzo spesso i ritagli per creare elementi decorativi come le foglie che ho applicato su certe pochette. Mi sforzo per contenere al massimo l’impatto ambientale della produzione. Anche il packaging viene dal riuso. Utilizzo da sempre vecchie lenzuola di lino e canapa che trovo nei mercatini e nelle associazioni di volontariato: le lavo, le rigenero e le faccio confezionare in sacche e shopper timbrate a mano da una ragazza di Alba specializzata in stampa su tessuto”.

Le borse di Un te da matti

Gelsomina, capsule Art Primavera 2020

Mi piacciono moltissimo alcuni dei modelli della ultima collezione Primavera 2020, quelli in pelle fantasia…
Sono le borse della nuova linea Art, nata da una collaborazione con il laboratorio di Fulvio Luparia, un maestro tintore di Torino che ha eseguito gli interventi pittorici sulla pelle. Sono tutti pezzo unici e numerati, dipinti a mano: una collezione nella collezione”.

Chi sono le tue clienti?
“Donne che cercano qualcosa di particolare, un prodotto di qualità e senza tempo da utilizzare tutto l’anno. Ne ho conosciute molte attraverso Instagram ed è capitato poi la combinazione di incontrarsi nel corso degli eventi a cui partecipo. Mi fa piacere che si informino delle lavorazioni e comprendano il valore di ciò che acquistano. Alcune mi seguono da anni e sono arrivate alla settima borsa, altre mi chiedono forme di pagamento sostenibili per le loro finanze. Una richiesta che comprendo e che mi riempie di orgoglio, perché significa che hanno desiderio per le mie cose”.

Le borse di Un te da matti

Zaino La Signorina

Un te’ da matti
ALBA (CN)
Via Giuseppe Mazzini 6|D
Sito web: untedamatti.com
Instagram e Facebook

1 Commento

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    Paola Bortolani
    15 Luglio 2020 at 23:13

    Molto benne, ben rifinite, e originali

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