Le ricette di Gigi

Frittura di paranza dell’Adriatico con il trucco

Nostalgia di mare? Quando capita cerco di tirarmi su cucinando qualcosa che me lo ricorda, come un bel fritto di paranza dell’Adriatico. Ma in città è complicato. Difficile trovare tutta la varietà. Specie fuori stagione. Beh, c’è un trucco, o meglio, una soluzione…In questo caso, la soluzione è nata da uno dei miei giri nei negozi di surgelati, che mi piace esplorare per cercare qualcosa di sfizioso e inusuale. Nell’ultima visita, l’occhio è caduto su una confezione chiamata “Paranza dell’Adriatico”, che prometteva sei diverse qualità di pesciolini pescati a rete (alici, molo, triglie, gallinelle, sardine, e paganelli) e surgelati a crudo in una confezione da 500 g, pronti da friggere o da cuocere alla piastra. L’aspetto era invitante, il prezzo accessibile e così non ho resistito alla tentazione di preparami una cenetta in stile romagnolo.

Ingredienti_IMG_2465Ingredienti
Una confezione da 500g di Paranza dell’Adriatico surgelata
Olio da frittura (1lt) e farina di semola di grano duro
Due piadine pronte da ripassare in forno
Verdure da grigliare (melanzana, zucchine, pomodori, finocchio)
Olio evo, sale e aromi vari.


Preparazione

IMG_2474 IMG_2483b IMG_2483c IMG_2487 Contorno: preparate la melanzana e un paio di zucchine tagliandole in larghe strisce, per eliminare i semi e averle belle piatte, così sulla griglia cuociono meglio. I pomodori, in questo caso del tipo a grappolo e di dimensione media, vanno tagliati a metà e privati dei semi. Il finocchio, infine, va tagliato a rondelle. Cuocete le verdure su una griglia leggermente unta di olio perché non attacchino e, man mano che sono pronte, passatele con olio evo e sale. L’ideale è condirle caldissime appena tolte dalla griglia perché assorbono meglio l’olio, poi lasciatele riposare fino al momento di andare in tavola. Disponetele su un piatto aggiungendo un po’ di olio a crudo e spolverando ogni verdura con un’erba aromatica adatta. Io ho utilizzato basilico per i pomodori, prezzemolo per le zucchine, origano per i finocchi e timo per la melanzana.
Pesce fritto: lasciate scongelare per qualche ora il pesce nel frigo. Una volta pronto, dategli una sciacquata, asciugatelo e passatelo nella farina di semola di grano duro. In una padella dai bordi alti mettete un litro di olio da frittura (d’oliva o di semi, a vostra scelta) e fatelo scaldare bene. L’ideale è una temperatura di 160-180 gradi che potete valutare a occhio buttando nella padella un pezzettino di pane e vedere se soffrigge in modo corretto. Non esagerate, altrimenti l’olio inizia a bruciare e a produrre dei residui neri che rovinano tutto.
A questo punto mettete a friggere il pesce (metà o un terzo alla volta), giratelo piano e, non appena sarà ben dorato, toglietelo dalla padella e appoggiatelo su carta da cucina per asciugarlo dall’olio in eccesso. Salatelo.
Che Romagna sia: non dimenticate di mettere un paio di piadine a rinvenire nel forno! Poi portate in tavola la frittura con le verdure grigliate, e l’operazione nostalgia è completa…

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