Storie

Enrica Mannari, l’illustratrice dei cuori viaggianti

Enrica Mannari

Mentre scrivo di Enrica Mannari, le sue creature fantastiche mi guardano alla destra del mouse: una miriade di cuori trafitti, un’araba fenice che con le sue ali punta al cielo, una cascata colorata di stelle e lune. Un libro che mi fa sorridere e pensare, un’agenda che mi ispira, un foulard che mi avvolge e mi coccola nelle lunghe giornate fuori casa. Sono tutti oggetti illustrati dalla Mannari, dai suoi colori e da un tratto distintivo che si riconosce al primo sguardo. Un immaginario fiabesco e anarchico, popolato di sirene e creature marine, fari, ancore, cuori sacri e cieli stellati. Disegni e visioni che si posano sulla carta ma che sulle pareti degli showroom di tendenza a Milano o ancora che diventano gioielli e amuleti.

Enrica Mannari
Ho saputo di Enrica Mannari solo poche settimane fa durante un’intervista a Marina ‘Morgatta’ Savarese che è una sua amica. Lei indossava un foulard illustrato da Enrica che mi piaceva tantissimo: gliel’ho detto e Morgatta, con la generosità che la distingue, me l’ha regalato all’istante. Tornata a casa ho voluto saperne di più. Ho cercato Enrica Mannari su Google e ho visto che è una professionista affermata, che illustra libri e crea l’immagine di brand, che è autrice di libri per case editrici importanti. Sul suo profilo Instagram ha 28mila e passa follower, un sacco di like e di interazioni con post e stories seguitissime. Lei ci mette dentro tanto: la sua creatività e le sue illustrazioni certo, ma anche i suoi pensieri, il mare che ama, le amiche, le gioie e anche le sue paure. Mi piace perché nonostante la sovraesposizione sui social, riesce a conservare qualcosa di misterioso e di segreto che la rende intrigante.

Enrica MannariL’ho intervista durante una sua trasferta in treno verso Milano, dove ha vissuto in passato e dove si reca spesso per motivi di lavoro e di amicizia, due temi che si intrecciano spesso in una vita dove il sentimento è stato il motore di tanti cambiamenti.
Sono livornese doc ed ora sono tornata al mare dopo aver vissuto un po’ in giro – si racconta Enrica tra un’interruzione e l’altra della linea telefonica -. Ho studiato visual design a Milano dove ho lavorato come grafica e illustratrice in varie agenzie del settore. Mi sono poi trasferita a Firenze e ho aperto con Morgatta un concept store di ricerca su brand emergenti. Chiuso il negozio, in un attacco di tristezza, sono andata a Madrid dove ho trovato un fidanzato ma anche parecchi lavori nell’editoria. Ho esplorato vari linguaggi e culture, dall’underground al fetish, sperimentando la fotografia, l’illustrazione, la scrittura. Archiviata anche l’esperienza spagnola, nel 2008 sono tornata a Firenze dove ho trovato quello che poteva essere il lavoro della vita: direttore artistico di un’importante agenzia di comunicazione con rapporti di altissimo livello nel settore della moda. Ci sono rimasta cinque anni ed è stata un’esperienza intensissima che mi ha portato a vivere anche a Roma, molto gratificante dal punto di vista economico e del prestigio ma anche tanto logorante. A un certo punto mi sono sentita esausta, con la paura di non essere più padrona della mia vita, del mio tempo, di non essere più io. Ho lasciato tutto e sono tornata a casa, a Livorno. Erano sei anni fa: ho ricominciato da zero”.
Enrica Mannari
Ricominciare da zero per Enrica ha significato riprendere il contatto con un contesto, un paesaggio, persone che non vedeva da anni. Un terreno  sconosciuto che ha esplorato lanciando un giornale online Pirati e Sirene, dedicato alla cultura del territorio etrusco: “L’avevo visto come la mia rinascita, ci avevo dedicato tutta me stessa e quando dopo tre anni è finito, è stata durissima, una vera sconfitta. A quel punto però ho trovato l’energia per diventare quello che davvero volevo, essere un’ illustratrice, un’attività che non avevo mai osato fare prima e che mi rende felice. Ho cominciato auto commissionandomi dei progetti che raccontavo sul mio sito. Ho puntato tutto su Instagram, ideale per promuovere le mie illustrazioni e raccontare le mie storie. Instagram è un mezzo molto potente anche per sondare le reazioni della gente, per cogliere l’aria che tira: nel mio lavoro il rischio dell’omologazione è altissimo”. 

Enrica Mannari

Sacred Heart Garden, il tema del foularone di Morgatta

Attraverso i social Enrica aveva già attivato relazioni personali e professionali fondamentali nella sua vita e il suo lavoro, come Veronica Benini, alias Spora, una delle più influenti social media strategist in circolazione: “La conosco da 10 anni, ero sua fan su Twitter. L’ho incontrata fisicamente in un locale a Livorno riconoscendone la voce, mi sono presentata e siamo diventate amiche. Al suo matrimonio ho conosciuto Cristina che ancora non era l’Estetista Cinica (269mila follower, una linea di cosmetici di enorme successo lanciata su Instagram, ndr). Lei mi ha chiesto di illustrare il suo libro sulla cellulite. Da cosa è nata cosa, ho creato illustrazioni per il suo brand, poi per le tante attività di Veronica e per altre donne imprenditrici che hanno lanciato la loro azienda attraverso Instagram. Le relazioni nel mio lavoro sono importantissime, contano anche più del talento. Sono una persona molto sociale, mi diverto a conoscere le persone, a uscire dagli ambiti che non sono i miei: sono una fonte di ispirazione che aiuta anche ad allargare la rete di contatti”.

Enrica mannariSe a prima vista Enrica colpisce per la passionalità e la fantasia, l’aspetto più intrigante della sua personalità è invece il controllo, la capacità di liberare la sua creatività perché domina benissimo le condizioni e i contesti nei quali si muove: “Quello che appare su Instagram è un decimo del mio lavoro che è costante applicazione e progettazione. Per portare avanti la mia attività come mi succede ora, con una grande diversificazione delle mie illustrazioni, ho una vita molto ben organizzata. Se si vuole guadagnare bisogna muoversi con criteri molto professionali, coltivare i rapporti con le altre persone e al contempo scavare dentro se stessi per proporre sempre qualcosa di nuovo”.
Quando le ricordo che ha una grande popolarità sui social ride: “Chi crede che questa sia popolarità, non conosce quella vera! Nella mia vita passata ho avuto a che fare con persone veramente famose e potenti e questo, al confronto, è giocare con le bambole. Sono contenta che tante persone mi seguano sui social. Ma la vita vera è altrove, è stare a Rosignano con i miei amici al mare e una birra. Non cerco dei fans, delle persone prostrate. Mi piace insinuare dei dubbi e raccontare i miei. Anche per questo non ho nessun hater”.
Enrica MannariApertissima su tanti argomenti, ironica sul numero di fidanzati passati, Enrica diventa molto abbottonata quando le chiedo di quello attuale. Eppure la sua ultima creatura, il libro illustrato Qualcuno ha un cuore pubblicato per la DeAgostini, si apre con una dedica a Francesco, suo compagno da sei anni. “Lui è una persona riservatissima che si tiene lontana dai social. Il libro è nato lo scorso anno, in un periodo di crisi nel quale siamo stati separati. Durante una discussione, Francesco a un certo punto mi ha detto di avere un cuore grande, grande come un cuore di bue. Gli ho risposto che non avevo un cuore come il suo ma una costellazione di tanti cuori diversi: che cambiano, che volano e cadono, che piangono e ridono. Sono tornata a casa e li ho disegnati quasi tutti in una notte, d’impulso, con il cuore in tumulto. Ognuno è una piccola poesia che racconta un sentimento. Credo che tra quelle pagine, ognuno possa trovare il suo”.
Finita l’intervista ho sfogliato ancora una volta il libro di Enrica alla ricerca del mio. Non vi ho trovato un cuore stropicciato: le chiederò di disegnarmelo la prossima volta. 

3 Commenti

  • Reply
    Paola
    3 Marzo 2019 at 16:29

    Grazie di avermela fatta conoscere

  • Reply
    Chef V.
    20 Febbraio 2019 at 8:24

    Bellissimo post… e bellissima anche la Mannari 😜👍

    • Reply
      Paola
      20 Febbraio 2019 at 9:56

      Grazie da parte di tutte e due! 😊

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