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Incontri: Cristina di Canio della Scatola Lilla

Cristina di Canio della Scatola Lilla

L’intervista con Cristina Di Canio della Scatola Lilla avviene sedute sul gradino esterno alla sua libreria, uno spazio di soli 30 metri quadri a due passi da Fondazione Prada ma affacciata su una via quieta della periferia milanese, dove, chissà perché, ci si sente a casa. Forse anche per merito della crema al caffè portata da una giovane vicina di casa, che si offre di portarcela dal bar accanto. Qui, in via Sannio, tutti conoscono Cristina e lei, cresciuta nel quartiere, conosce tutti.
Ho incontrato questa giovane libraia dagli occhi grandi e dal sorriso ancor di più lo scorso anno durante un bellissimo evento dedicato ai libri ambientato sulle colline del Monferrato, l’ho rivista su una terrazza sui tetti di Milano in una serata tra le più divertenti dalla mia estate in città, dove lei intratteneva un band musicale per una diretta Facebook. Cristina mi aveva colpito per la sua vivacità, per l’energia con la quale raccontava i libri che presentava e le storie che racchiudevano: ecco una persona che ama follemente il suo lavoro, mi ero detta.

Cristina di Canio della Scatola Lilla
L’ho cercata io per un’intervista: la sua Scatola Lilla ha un’ottima reputazione tra le librerie indipendenti di Milano. Tra le iniziative più note Il Libro Sospeso che funziona come succede in certi bar di Napoli, dove un cliente paga un caffè da offrire al prossimo avventore. Alla Scatola Lilla è possibile fare la stessa cosa: chi vuole lascia un libro in regalo al lettore successivo. Un’idea che, insieme alle doti di promoter della sua titolare, attivissima anche sui social, fa della Scatola Lilla un caso a sè in un’offerta culturale dominata dalle major dell’editoria e dai loro megastore, sempre più simili a supermercati dove i libri sono venduti come magliette o mug per la colazione. Per non parlare della concorrenza di Amazon…

Cristina di Canio della Scatola Lilla
La Scatola Lilla di Cristina di Canio, con la sua vetrina piccina piccina a pochi passi dagli edifici della nuova Milano spuntati attorno alla torre d’oro di Fondazione Prada, le tavole da surf che spuntano tra gli scaffali e il vecchio giradischi accanto ai vinili di Fabrizio de André, rappresenta un avamposto di resistenza umana, un luogo dove la gente entra per trovare il libro giusto e, nella richiesta di consigli, finisce per raccontare se stessa: i gusti, i desideri, l’affetto per i figli o gli amici a cui il libro è destinato… storie di vite vere che si intrecciano a quelle narrate dalle pagine dei libri. Una piccola, grande magia diventata a sua volta protagonista del primo libro scritto da Cristina, La libreria delle storie sospese, pubblicato da Rizzoli nel 2016, un delizioso romanzo ambientato proprio nella Scatola Lilla. Non sapevo che Cristina fosse anche una scrittrice prima di entrare nella sua libreria. L’ho scoperto curiosando tra i titoli mentre lei seguiva una cliente.

Cristina di Canio della Scatola Lilla
“Non lo consiglio mai – ammette – non voglio che i clienti si sentano obbligati a leggerlo. È un libro piacevole, che ti parla di storie, di vite, di Milano…”.
Beh, non è da tutti esordire con Rizzoli.
“È vero e pensa che non l’ho neanche chiesto io! È successo tutto durante una cena dopo un incontro letterario nel quale ero presente con un banchetto vendita. Mi sono trovata a parlare per caso della libreria con i commensali, le iniziative che porto avanti, le persone che ho conosciuto e così via. A un certo punto mi è stato chiesto se non avessi mai pensato di scriverne. No, ho risposto io, a chi interesserebbe? E poi il mio mestiere è quello di leggere, non di scrivere! Vieni a parlarne con noi, hanno ribadito: forse non lo sai, ma abbiamo la fila. Ma voi chi siete? Siamo di Rizzoli! Abbiamo cominciato subito, dopo la prima riunione”.
È stato difficile scrivere il libro?
“Sì, sentivo tanta responsabilità anche se è stata un’esperienza bellissima. Faticoso è stato raccontare di me e mettermi a nudo. Ma alla Rizzoli sono stati meravigliosi e prodighi di consigli preziosi. Il più importante è stata la narrazione in terza persona attraverso la voce di Adele, la donna di ottant’anni che viene alla Scatola Lilla da quando ha perso il marito e che racconta i fatti seduta dalla sua poltrona in libreria. Attraverso i suoi ricordi ho potuto raccontare Milano come era e come è cambiata… sai che la gente entra qui e mi chiede qual è la poltrona di Adele?”.
È esistita veramente?
“Esiste e non esiste. Lo spunto di una donna anziana me lo ha dato una persona reale. Quanto ai suoi ricordi, mi sono ispirata ai racconti di vita delle famiglie dei miei nonni e che erano venuti qui dal Sud d’Italia. Il fratello di Adele che si finge pazzo per non partire militare, in realtà è mio nonno che non voleva andare in guerra”.

Cristina di Canio della Scatola Lilla
Come è andato il libro?
“Ha avuto un discreto successo. Dal 2016 quando è stato pubblicato, vado spesso a parlarne anche nelle scuole. Ed è stato acquistato in Germania, dove è uscito il 21 maggio”.
Ti hanno chiesto di scriverne altri?
“Sì ma non ho potuto accettare. Ho un fortissimo rispetto per il lavoro dello scrittore. Il mio è un altro e io potevo solo scrivere il libro della Scatola Lilla, una storia che ho assorbito e fatta mia negli anni”.
Come sei arrivata qui?
“Quello della libraia è sempre stato il mio sogno nel cassetto. Da quando ero piccola e mi sono innamorata delle storie che mio fratello, più grande di me di due anni, lasciava nei libri sulla scrivania. Il primo è stato Gian Burrasca: ero pazza per quel ragazzino che ne combinava di tutti i colori. Avevo 7 anni e da lì è stato un crescendo: mangiavo i libri! Alle superiori ho avuto la fortuna di una meravigliosa insegnante che ci ha fatto amare la letteratura tedesca: Hofmannsthal, Goethe, Schnitzler, Thomas Mann… Prima di aprire la Scatola Lilla leggevo solo classici. Da ragazza andavo sempre in una piccola libreria al Corvetto che poi purtroppo ha chiuso, dove il libraio mi segnalava le novità più interessanti e adatte a me. Mi dicevo che da grande avrei voluto essere come lui: una libraia che ha letto un tale numero di libri e messo insieme una tale esperienza da sapere trovare il libro che va bene per ognuno”.

Cristina di Canio della Scatola Lilla

La Scatola Lilla

Come sei riuscita a realizzare il tuo sogno?
“Per farlo ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato in un’azienda austriaca dove ero office manager. Tutto procedeva bene ma… io non ero felice. Un giorno un’amica mi ha segnalato la possibilità di lavorare in una libreria in Porta Romana, un posto che lei lasciava per qualcosa di più sicuro. Mi sono presentata e ho detto: ho da sempre il sogno di fare la libraria ma non l’ho mai fatto e non ho esperienza. Posso venire a sostituire Giulia? Mi sono licenziata, ho lasciato il posto fisso e mi sono buttata in quella nuova esperienza a capo fitto, cercando di imparare il più possibile. Era maggio 2010: a settembre ho firmato il contratto di affitto per la Scatola Lilla. Vivo in questo quartiere da sempre ma non conoscevo questa via: in Via Sannio in effetti non c’è niente. Ma ho visto questo posto e me ne sono innamorata. Era un ufficio chiuso con due pareti che separavano una stanza dall’altra, ma io già vedevo che abbattendo la parete si poteva ricavare un angolino con la macchietta del caffè e lo spazio dove mettere i primi libri. Vediamo come va, mi sono detta. La cosa più bella è stata l’allestimento degli scaffali, la scelta dei titoli”.
Come si consiglia un libro?
“L’incontro con un libro in realtà è una delle esperienze più solitarie e soggettive. Non esiste la storia perfetta: esiste quella perfetta per te in quel momento della tua vita, l’incontro giusto al momento giusto. Io sono un tramite, è come se decifrassi un bisogno. Quando mi chiedono consigli per un libro la mia domanda è: di cosa hai voglia? Credo che la storia più bella sia quella che ti coinvolge fino alla fine facendoti dimenticare di avere un cellulare”.

Cristina di Canio della Scatola Lilla
Quali sono le tue preferite?
“Quelle che mi tormentano. Io sto bene quando nei libri soffro. Cerco storie forti, un libro che non mi farà più essere la stessa persona quando l’ho finito, che mi porterà a farmi tante domande e verso tanti viaggi mentali. Sono stata una forte lettrice di classici ma ora mi rendo conto di non avere più un genere preferito: l’importante è il senso e l’intensità della storia”.
Qual è il tuo autore preferito?
“Il Dumas del Conte di Montecristo. Edmond Dantès è un personaggio meraviglioso e quel libro, a mio parere, è il libro dei libri. Ma aprendo la libreria, da forte lettrice di classici, sono entrata in contatto con il mondo degli autori contemporanei. Quello che in assoluto mi ha preso di più è lo svedese Stig Dagerman, scomparso da tempo e quindi non propriamente contemporaneo, che ha scritto una serie di racconti pubblicati da Iperborea. Da uno dei mie preferiti ho riportato la frase sulla lavagnetta sugli scaffali: ‘Chi costruisce prigioni si esprime meno bene di chi costruisce la libertà’. È il suo motto e lo trovo meraviglioso. Viviamo ingabbiati per mille motivi e l’idea di potere sognare la libertà e di collocare questo sogno sopra ogni altra cosa per me è fondamentale”.
Per portare avanti il tuo sogno di libertà ti dai moltissimo da fare.
“La libreria è il mio mondo: lo adoro e mi piace condividerlo. È uno dei pochi microcosmi in cui la gente può incontrarsi e parlarsi senza perdere la propria identità. Uso molto i social per fare rete, come la maratona #libraioinvaligia che prima delle vacanze estive ha coinvolto librai di tutta Italia oltre che a Barcellona e a Londra. Attraverso una diretta Facebook di cinque minuti ciascuno, in una fascia oraria prestabilita, hanno consigliato il libro da portare in vacanza. Dalle ore 9 alle 21, 48 librai di 16 regioni italiane e 3 nazioni hanno raggiunto 25mila persone. Siamo giunti alla terza edizione, è un’esperienza molto bella, che permette di conoscere non solo libri ma anche le emozioni delle persone che li raccontano. Si può vedere sempre su Facebook, nella sezione Eventi della Scatola Lilla”.

Cristina di Canio della Scatola Lilla
Mentre Cristina mi parla, noto uno scaffale con il nome di un lettore. “È la wishlist di Andrea per la sua festa di compleanno. Per #festeggialoinlibreria sarò qui con i suoi amici. Oltre allo spazio, possiamo offrire l’aperitivo od organizzare musica live”.
Come è nata l’idea del Libro Sospeso?
“Nel 2014, quando un lettore si era tanto innamorato di ‘David Golder’ di Irène Némirovsky da chiedermi di farlo conoscere anche ad altri regalandolo a un’altra persona: non importava chi fosse, bastava che non lo mettessi in vendita una seconda volta. Ho accettato e dopo poco è entrata una lettrice a cui ho detto che uno sconosciuto aveva lasciato quel libro per lei. Dopo la sorpresa, lei ha chiesto di potere lasciare a sua volta un libro di Christa Wolf. Per l’intera giornata mi sono trovata a regalare libri a sconosciuti. Era una storia che meritava di essere raccontata e condivisa. Ho pensato di ispirarmi al caffè sospeso di Napoli. Su twitter l’hastag #librosospeso non era ancora stato creato e così ho fatto un post illustrato con immagini di mani con dei libri: nel giro di una settimana l’hashtag ha raggiunto 3 milioni di utenti twitter, sono arrivati
giornali e televisioni! Dal 2014 ad oggi i libri sospesi sono un migliaio e oltre”
.
Ma fai tutto da sola?
“Sì, assolutamente, a volte per altri impegni sono costretta a chiudere, deludendo magari qualche cliente, ma per ora non ce la faccio ad assumere un collaboratore: non si diventa ricchi facendo i librai”.
Avevi solo 26 anni quando hai aperto la Scatola Lilla: lo rifaresti?
“Assolutamente sì, questo posto mi ha dato e mi continua a dare tantissimo. È il mio lavoro, la mia casa, il luogo dove ho incontrato molti amici. Per aprire la Scatola ho acceso un mutuo. Che dire? C’è chi ci compra una casa e chi ci compra un sogno!”.

Cristina di Canio della Scatola Lilla

Con Cristina, alla Scatola Lilla

LA SCATOLA LILLA
Via Sannio, 18
Milano
tel: 02 3984 3651
Email: scatolalilla@gmail.com 
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5 Commenti

  • Reply
    Paola
    4 settembre 2018 at 17:05

    Ma che bel posto! Quando vado alla Fondazione Prada passo a trovarla

    • Reply
      Paola
      4 settembre 2018 at 17:17

      Brava Paola!

  • Reply
    Pendolante
    4 settembre 2018 at 12:50

    è il mio sogno da sempre e questo angolo di mondo-libro è bellissimo

    • Reply
      Paola
      4 settembre 2018 at 16:40

      Su Facebook Cristina segnala sempre i nuovi eventi: se hai l’occasione di essere a Milano vale la pena di visitare la Scatola Lilla 😊

  • Reply
    Tratto d'unione
    4 settembre 2018 at 8:59

    Ma che meraviglia! 🙂

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